Lunedì 22 Novembre 2010

Viaggio lungo il Po di Brescello
alla scoperta di Don Camillo e Peppone

Autunno lento tra Brescello e Boretto (Reggio Emilia). Come dire il turismo mordi e fuggi è giustamente tramontato. Si afferma sempre di più il week end di qualità nelle province italiche. Dimenticato l'orologio e il telefonino si gustano le atmosfere particolari, l'arte, la cultura, la semplicità, la buona cucina. Come a Brescello scelto da Zucchero per la presentazione mondiale dell'ultima sua fatica.

Disteso lungo il Po, il piccolo centro della Bassa è diventato famoso in tutto il mondo perché qui è stata ambientata la saga cinematografica di Peppone e Don Camillo, resi indimenticabili da Gino Cervi e Fernandel, due personaggi autentici e sanguigni usciti dalla penna graffiante di Giovanni Guareschi. Brescello è un autentico set naturale. Tra le vie del paese spuntano, come in un museo open air, i simboli delle tante scene dei film che hanno visto contrapposti il sindaco comunista di Brescello e il parroco locale, democristiano: il carro armato lasciato dagli americani nel dopoguerra, la locomotiva del treno che porta Peppone a Roma per l'incarico parlamentare, la campana che crolla addosso al sindaco, il Cristo parlante a cui Don Camillo si confida, nonché le statue bronzee dei due protagonisti collocate nella piazza principale.

Guareschi, grazie a Peppone e a Don Camillo e ai film ispirati alla sua opera, è diventato uno degli autori italiani più letti al mondo. Sembra strano ma a Brescello vengono curiosi da tutto il globo. Basta andare in uno dei due musei dedicati e ai suoi due eroi per trovare conferma. Firme e commenti appassionati di gente proveniente dal Canada, dall'Australia, dall'Inghilterra, dalla Germania e dalla Nuova Zelanda. Tutto il paese vive nel ricordo di questi film.

La trattoria, la gelateria, il bar sono tutti intitolati ai due litigiosi protagonisti della saga. Perfino bottiglie di vino e altri prodotti gastronomici portano etichette in cui appaiono in azione Gino Cervi e Fernandel. Ma Brescello vale un week end non solo per questo. Terra di buona cucina, di parmigiano reggiano, di aceto balsamico, è lambita dal Po che con la sua atmosfera unica invita a lunghe pedalate sugli argini tra i casoni dei pescatori e a piccole crociere per scoprire un mondo di silenzi, di natura e di aironi.

L'abbinata ideale è andare da Brescello a Boretto in bicicletta e poi prendere il battello per giornate dai ritmi lenti ed autentici. Qui sono slow anche i prezzi. Un week end a Brescello con un pernottamento in bed & breakfast in hotel tre stelle, tre pasti, una degustazione in negozi di prodotti tipici emiliani, una visita guidata al museo archeologico romano (una chicca) e a quello di Peppone e Don Camillo, al museo Brescello e Guareschi, più la navigazione sul Po: 96 euro a persona in camera doppia. Da aggiungere per le visite guidate ai musei 48 euro per un gruppo da 1 a 6 persone.

Per informazioni Ufficio Turismo Comune di Brescello, tel 0522 – 482564. www.visitbrescello.it

e.roncalli

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