Al via la piattaforma Ue sulla resilienza idrica con Regioni e società civile

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BRUXELLES - Hanno preso il via a Bruxelles i lavori della piattaforma sulla resilienza idrica sotto la guida congiunta della Commissione europea, del Comitato economico e sociale europeo (Cese) e del Comitato europeo delle Regioni (CdR). L'iniziativa riunisce oltre 50 esperti di alto livello del settore idrico europeo e rappresentanti degli Stati membri per contribuire ad accelerare i lavori sulla strategia europea per la resilienza idrica. Nel pomeriggio di oggi sarà inaugurata l'Accademia europea dell'acqua.

 "Quest'estate ci ha ricordato in modo crudo che è giunto il momento di agire", ha osservato la commissaria europea all'ambiente, Jessika Roswall, nel corso della riunione inaugurale. "Un'ondata di caldo estremo dopo l'altra, incendi devastanti e la siccità più costosa a memoria d'uomo: l'impatto sulle nostre comunità e sulle nostre economie è stato grave", ha evidenziato, sottolineando l'urgenza di "ridurre la domanda idrica dove possibile, poi utilizzarla meglio e in modo più efficiente". Per i rappresentanti della società civile Ue, la resilienza idrica "è una responsabilità condivisa che richiede cooperazione tra una serie di istituzioni, settori e livelli di governance", ha indicato Seamus Boland, il presidente del Cese.

Dello stesso avviso il vicepresidente del Comitato delle regioni e sindaco di Lisbona, Carlos Moedas, che nel suo intervento ha ricordato come la resilienza idrica inizi "davvero dove vivono le persone. L'acqua non segue i confini amministrativi, un fiume non si ferma al confine di un comune e la siccità non si ferma al confine di una regione", ha osservato. "Inizia dalle regioni e dalle città, da chi gestisce realmente i servizi, da chi pianifica l'uso del territorio e gli ecosistemi". 
   

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