Rapporto Europol: "85% delle reti criminali si avvale di aziende lecite"

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BRUXELLES - Sebbene l'azione delle forze dell'ordine abbia colpito le reti criminali in tutta l'Ue, la minaccia rappresentata dalla criminalità organizzata rimane forte, capace di adattarsi e profondamente radicata in Europa. Lo sottolinea un relazione dell'Europol, presentata oggi dalla Commissione Ue e dalla presidenza cipriota. Il documento analizza oltre 700 reti criminali, che contano più di 400.000 membri provenienti da 118 paesi. Inoltre, l'85% di queste reti si avvale di strutture aziendali lecite. Ciò sottolinea la portata, l'estensione e la natura sempre più transnazionale della minaccia.

Tali reti sono attive in un'ampia gamma di reati gravi, tra cui il traffico di droga, la criminalità informatica, il traffico di migranti, la tratta di esseri umani, le frodi, il riciclaggio di denaro e, più in generale, il modello "crime-as-a-service" (criminalità come servizio). Esse - spiega il rapporto - sfruttano sempre più le tecnologie digitali, i flussi commerciali globali e le strutture aziendali lecite per sostenere ed espandere le proprie attività illecite. Non operano più in modo isolato, bensì all'interno di un ecosistema criminale fluido, capace di adattarsi rapidamente alle azioni di contrasto, colmare i vuoti e cogliere nuove opportunità criminali. Per anticipare tali minacce, è necessario che le forze dell'ordine di tutta l'Ue agiscano con pari agilità.

Le conclusioni di Europol confermano che l'azione di contrasto non deve più limitarsi a colpire singoli individui, ma deve affrontare anche i sistemi e le vulnerabilità sfruttati dalla criminalità organizzata. Per far fronte a queste sfide nuove ed evolutive, la Commissione ha presentato una proposta volta a rafforzare il mandato di Europol. Ciò fornirà a Europol e agli Stati membri gli strumenti, le risorse e il quadro giuridico necessari per indagare su attività criminali sempre più digitali, transfrontaliere e tecnologicamente avanzate.

   

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