Von der Leyen ai 27: "Patto contro il gold-plating, non appesantite le direttive"
BRUXELLES - La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, in una lettera ai 27 in vista del summit Ue, lancia il "Patto contro il gold-plating", contro la tendenza nei singoli Stati ad appesantire dal punto di vista normativo una direttiva europea. "Una norma concordata a livello europeo non può diventare più complessa una volta recepita o attuata a livello nazionale", scrive von der Leyen, secondo cui "quando gli Stati membri recepiscono il diritto Ue, dovrebbero impegnarsi a rendere trasparenti eventuali integrazioni". In secondo luogo, "dobbiamo eliminare gli ostacoli esistenti e assumerci la responsabilità dei risultati", aggiunge.
Il Patto riunirebbe gli Stati membri e le istituzioni dell'Ue in una dichiarazione a sostegno dei principi di una migliore regolamentazione a ogni livello di governo: norme chiare e accessibili, concepite per adattarsi sia alle realtà pratiche sia alle mutevoli esigenze. Il diritto dell'Ue dovrebbe essere attuato in modo da raggiungere i propri obiettivi, senza aggiungere inutili complessità e frammentazione, sia attraverso un ambito di applicazione più ampio, requisiti più rigorosi o procedure aggiuntive. Il risultato sarebbe impegni concreti per mantenere le nuove norme semplici e rendere quelle esistenti più facili da applicare, dando all'Europa più spazio per crescere, prosperare e competere", scrive von der Leyen nella missiva.
"Laddove uno Stato membro decida di andare oltre quanto previsto dal diritto dell'Unione, tale scelta dovrebbe essere chiara e evidente a tutti. Quando gli Stati membri recepiscono il diritto dell'Unione nelle proprie normative nazionali, dovrebbero impegnarsi a individuare ogni elemento aggiunto e a spiegarne le ragioni. Dovrebbero inoltre illustrare cosa comportino tali integrazioni e obblighi nazionali per le imprese e per il Mercato unico. Gli Stati membri devono mettere in atto politiche nazionali efficaci contro il gold-plating", spiega la numero uno dell'esecutivo europeo. "La Commissione - precisa - continuerà a fare la propria parte. Privilegeremo i regolamenti e una maggiore armonizzazione, limitando le opzioni nazionali laddove queste possano creare frammentazione tra i paesi.
Aiuteremo le amministrazioni nazionali fornendo orientamenti più chiari sul recepimento e tabelle di marcia per integrare le proposte dell'Ue nelle normative nazionali, oltre a fornire strumenti pratici per identificare tempestivamente i rischi di gold-plating". "Gli Stati membri dovrebbero inoltre impegnarsi a riesaminare i casi esistenti di gold-plating. A sostegno di ciò, la dichiarazione istituirebbe un meccanismo di "riesame ed eliminazione". Tale meccanismo rientrerebbe nel Semestre europeo. I risultati confluirebbero nelle relazioni per Paese e, se del caso, nelle raccomandazioni specifiche per paese, con un monitoraggio dei progressi e una rendicontazione nell'ambito del ciclo annuale", conclude.
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