Orio-Ryanair, dieci candeline
Iniziò con due parole: low cost

Il presidente Ilario Testa e il direttore commerciale Francesco Fassini dovettero fare ricorso a tutte le proprie capacità per convincere qualcuno particolarmente dubbioso. Il low cost, 10 anni fa, aveva fatto venire più di un dubbio.

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Il presidente Ilario Testa e il direttore commerciale Francesco Fassini dovettero fare ricorso a tutte le proprie capacità per convincere qualcuno particolarmente dubbioso. Il low cost, 10 anni fa, aveva fatto venire più di un dubbio.

Erano i primi mesi del 2001, e ad Orio andava semmai di moda la classe di Gandalf, rampante compagnia con un occhio di riguardo al segmento business e servizi da top class. L'idea di voli essenziali, per non dire spartani, era difficile da metabolizzare.

Eppure, dall'altra parte dell'oceano, la texana Southwest aveva cambiato letteralmente il mercato interno Usa, e in Europa una compagnia irlandese prometteva di fare altrettanto. Si chiamava Ryanair.

Qualcuno l'aveva già provata: da qualche mese faceva la spola tra Londra Stansted e Montichiari. Con discreto successo. Alla fine anche Orio avviò le trattative, e la decisione cambiò completamente la storia di uno scalo che non aveva ancora deciso cosa fare da grande, barcamenandosi tra alti e bassi a quota 1 milione di passeggeri all'anno.

Il primo volo per Francoforte partì il 14 febbraio 2002. Ora le cifre sono ben altre, e il low cost ha cambiato anche la città, il turismo, le attrattive. Leggi tutto su L'Eco di Bergamo del 13 febbraio

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