Che cosa è il «binge drinking»

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Gli specialisti del settore sono ancora lontani dal dare una definizione univoca del «binge drinking», dato che in passato quest’espressione andava ad indicare un periodo di due o più giorni in cui il soggetto beveva ripetutamente fino all’intossicazione, senza dedicarsi alle attività e ai doveri quotidiani.
Ai nostri giorni, il lasso di tempo di riferimento è ben più ristretto e si discute sulla quantità di alcol da ingerire in una volta per classificare il disturbo: comunemente, questo limite è fissato a cinque drink per gli uomini e 4 per le donne.

Inoltre, come puntualizza la British Medical Association, attualmente il fenomeno è associato al bere con il preciso proposito di ubriacarsi e di solito si verifica in contesti di socialità, piuttosto che quando si è soli. Si distinguono inoltre due tipi di «binge drinking»: frequente (tre o più volte in una settimana) e occasionale (massimo due volte).

Il fenomeno arriva dagli Usa, dove è conosciuto sin dai primi anni Novanta e dove è divenuto una vera e propria piaga sociale. La maggior parte dei binge drinkers frequenta il college e non si pensi  siano individui emarginati o appartenenti alle classi sociali più disagiate. Tutt’altro: a partecipare a queste «abbuffate di alcol» sono anche atleti e membri di confraternite, specialmente dopo gli esami finali e manifestazioni sportive.

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