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Casa di riposo, Banca Popolare nella FondazioneVia libera al contributo di 250 mila euro. Per la presidenza torna il nome di Daniela Guadalupi Gennaro
Lettura 2 min.La Fondazione Santa Maria ausiliatrice, alias la nuova veste giuridica della Casa di riposo di via Gleno, fa un nuovo passo avanti: la Banca Popolare di Bergamo (gruppo Bpu) ha difatti deciso di essere della partita. È il primo soggetto privato che entra nella Fondazione, e lo farà versando la quota di 250 mila euro prevista dallo statuto.
«La proposta è stata deliberata dal consiglio della Fondazione Banca Popolare di Bergamo e votata all’unanimità con grande soddisfazione e condivisione circa le finalità che ci consentono di aiutare le persone più anziane e più deboli», spiega Emilio Zanetti, presidente della Bpu. «Ancora una volta questa decisione dimostra quanto la Banca Popolare di Bergamo-Bpu sia attenta alle esigenze sociali del territorio».
«La conferma ci è arrivata ieri, ed è sicuramente un bel segnale», spiega il sindaco Cesare Veneziani. Un bel segnale in sé e per sé ma anche in prospettiva: l’ingresso della Popolare può generare una sorta di effetto-volano nei confronti degli altri privati. «In effetti stiamo aspettando la risposta di altri soggetti: istituti di credito e realtà del mondo imprenditoriale», spiega Gianni Pagnoncelli, presidente del Consiglio d’amministrazione del «vecchio» Gleno, in carica fino a nuovo ordine. O meglio, fino a quando Palafrizzoni non approverà il bilancio preventivo 2004, che contempla 800 mila euro per la Fondazione.
Una volta arrivato il via libera dell’aula - il dibattito è in calendario per il 22-23 e 25 marzo - la Fondazione potrà assumere una forma più definita. Per ora di sicuro c’è solo che Gianni Pagnoncelli intende passare la mano: «Ho chiesto di non fare più il presidente, nonostante mi fosse stato chiesto di restare. Ma ho anche impegni di lavoro, che nei prossimi mesi aumenteranno: difficile conciliare le due cose».
Quindi, a meno di clamorosi colpi di scena, bisogna trovare un nuovo presidente, e le grandi manovre sono già partite. Ieri a Palafrizzoni il sindaco ha incontrato l’imprenditrice Daniela Guadalupi Gennaro, un nome non nuovo nelle vicende della Casa di riposo. Nel luglio del 2002 era in ballottaggio con Pagnoncelli per succedere a Gianambrogio Crevenna alla presidenza del Gleno. Alla fine il sindaco scelse Pagnoncelli, creando qualche malumore nella segreteria di Forza Italia, soprattutto nella cosiddetta ala «daloiana».
Veneziani taglia corto: «Non è che in quell’occasione avessi scelto un candidato di Rifondazione, mi pare». E sull’ipotesi Guadalupi Gennaro glissa: «Non c’è ancora nessuna decisione, certo che è un ottimo candidato». Ma che qualcosa bolla in pentola sembra innegabile, anche se la Guadalupi Gennaro prende tempo: «Secondo me è prematuro fare dichiarazioni: sto valutando l’opportunità».
Statuto alla mano, il Consiglio d’amministrazione della Fondazione Santa Maria ausiliatrice è composto da sette membri: quattro indicati dai soci pubblici e tre da quelli privati, tra cui - nota bene - il presidente. Quindi, in teoria, potrebbe apparire poco comprensibile il fatto che sia Palafrizzoni a sondare il terreno per il dopo-Pagnoncelli. In realtà lo statuto prevede anche una sorta di periodo-ponte (della durata massima di un anno) entro cui la Fondazione può funzionare anche con i soli quattro componenti indicati dai soci pubblici. Nella fattispecie il Comune e la Provincia.
Quindi non è escluso che la Guadalupi Gennaro sia la presidente di questa prima fase, in attesa che si definisca l’assetto (e il numero) dei soci privati e il Cda assuma la formazione-tipo a sette componenti. E non è nemmeno escluso che dai privati arrivi anche il beneplacito all’imprenditrice bergamasca, presidente tra l’altro della Fondazione per la ricerca sulle malattie rare.
(25/02/2004)
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