Panico attentato a Torino, oltre 1500 feriti
Nuove indagini, ipotesi procurato allarme
Sono 1.527 le persone che hanno avuto bisogno di cure mediche sabato sera a Torino dopo essere state coinvolte nella calca di piazza San Carlo. È quanto comunica la Prefettura. Le «maggiori preoccupazioni» sono per tre persone in «codice rosso», fra cui un bambino ricoverato all’ospedale infantile Regina Margherita.
Lettura 1 min.Intanto la procura ha avviato un’indagine per far luce sulle cause e sulle responsabilità di quanto accaduto, ipotizzando il procurato allarme. Domenica mattina piazza San Carlo, dove c’è stato il fuggi fuggi generale, è stata ripulita dalla marea di rifiuti e oggetti rimasti a terra. Resta invece transennata la zona del passaggio al parcheggio sotterraneo, dove ci sarebbe stato il maggior numero di feriti gravi. E in prefettura è in corso un vertice con i responsabili delle forze dell’ordine e la sindaca. Intanto su quanto accaduto monta la polemica politica.
Ma cosa è successo? Una folla di migliaia di persone – tra le 20mila e le 40mila - è impazzita proprio quando stava per finire la partita della Juve. È stata prima l’esplosione di un piccolo petardo, e subito dopo la caduta di un parapetto in un parcheggio a causare il caos. Il primo ad accadere è stato l’esplosione, dopo il terzo goal del Real, di un mini esplosivo verso via Roma. Lo scoppio non è stato particolarmente forte ed è stato udito soltanto in una parte della piazza. Ma è bastato che uno gridasse «attentato» per dare vita al primo «fuggi fuggi».
Poi il secondo boato, provocato dalla caduta del parapetto di un parcheggio: anche la massa di gente in quest’area ha iniziato a correre e a quel punto la paura ha scatenato il caos in tutto il centro, causando i tantissimi feriti.
Ora la Digos sta indagando sui fatti della nottata per individuare i responsabili dell’esplosione del petardo che avrebbe generato il caos. I poliziotti stanno visionando i filmati delle telecamere presenti sulla piazza e stanno sentendo vari testimoni. I presunti responsabili potrebbero essere denunciati per procurato allarme.
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