Piccoli negozi in via d’estinzione
Nei borghi locali e take away

«Basta fare un giro in piazza Pontida e in S.Caterina per capire qual è la tendenza, in centro come in periferia: bar, ristoranti e take away vanno sostituendosi ai negozi di vicinato, sempre più in sofferenza». Lo dice Oscar Fusini, vicedirettore di Ascom.

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«Basta fare un giro in piazza Pontida e in Borgo Santa Caterina per capire qual è la tendenza in atto, in centro come in periferia: bar, ristoranti e take away vanno sostituendosi ai negozi di vicinato, che sono sempre più in sofferenza».

Oscar Fusini, vicedirettore di Ascom e attento osservatore delle dinamiche del commercio, spiega così i cambiamenti in corso nei quartieri della città: «La liberalizzazione del mercato ha portato pizzerie e locali dove c’erano negozi al dettaglio di abbigliamento, calzature, generi alimentari. Anche nei borghi storici è aumentata la vocazione turistica e al tempo libero. E qui, come in centro, la musica non cambia».

I quartieri periferici, in passato roccaforte dei piccoli commercianti, oggi faticano a mantenere una rete di negozi e attività artigianali, e se la devono vedere con la concorrenza della grande distribuzione. Il Borgo d’oro ha negozi sfitti nella parte alta della via centrale e una crescente concentrazione di locali notturni nell’altra metà della strada.

In Borgo San Leonardo la scarsità di posti auto e l’arrivo delle telecamere hanno cambiato l’offerta commerciale: sempre meno attività storiche a favore dei negozi etnici nelle vie Moroni e San Bernardino Alta.

Qualcuno che sta meglio c’è. «I negozi di vicinato resistono nei quartieri dove ci sono i palazzi più grandi e popolosi, e dove la gente fa la spesa sotto casa, come in Borgo Palazzo, quartiere ben servito dai mezzi pubblici».

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