Giovedì 01 Gennaio 2004

Altri percorsi al Donizetti, tra nuovi autori e classici della letteratura

Nuovi autori, classici della letteratura, romanzi: gli «Altri percorsi» del teatro Donizetti, che iniziano il 7 gennaio con Natura morta in un fosso di Fausto Paravidino, esplorano le tendenze della drammaturgia italiana contemporanea, attraverso la relazione tra teatro e parola scritta. È una buona scelta, che mostrerà quanto siano ancora vivaci la nostra scena e i giovani autori, malgrado gli sforzi delle istituzioni culturali.

Il risultato, intanto, è un ottimo cartellone, con 8 spettacoli in luogo dei 7 dell’anno scorso: anche questo è un dato positivo, che indica, da parte del Donizetti, la volontà di investire sull’aggiornamento del pubblico e dei linguaggi.

Gli 8 titoli declinano in modo diverso la relazione tra testo e teatro. È un’occasione per mostrare «sul campo» come la parola sia solo una componente del teatro, non necessariamente in posizione di privilegio: il teatro è gesto, immagine, azione fisica, movimento, anche, ma non solo, parola. Questa è una delle acquisizioni fondamentali degli ultimi 40 anni, ma certi pregiudizi (anche per colpa della grottesca arretratezza dei programmi scolastici) sono duri a morire. All’interno della rassegna sono rintracciabili almeno tre "filoni".

Il primo riguarda spettacoli basati su testi originali. È il caso di Natura morta in un fosso di Paravidino (7-8 gennaio). L’autore piemontese, a soli 26 anni, è la grande rivelazione delle ultime stagioni, ha fatto strage di premi ed è già rappresentato all’estero. A mettere in scena questo testo sono un bravo attore come Fausto Russo Alesi (già Premio della Critica e Premio Ubu) e una regista di talento come Serena Sinigaglia. Non è più una rivelazione, ma una certezza Pippo Delbono, che torna, viscerale e scomodo come sempre, al Donizetti con Gente di plastica (28-29 aprile). Anche Delbono in questi anni ha fatto incetta di premi (l’ultimo è il Premio Olimpico), ma soprattutto è tra i teatranti italiani più richiesti all’estero: Gente di plastica farà a Bergamo l’unica tappa italiana di una tournée tutta internazionale Ormai affermato è anche Ascanio Celestini, che ha saputo rinnovare il teatro di narrazione italiano: Fabbrica (4 maggio) è la sua ultima produzione.

A metà strada fra la drammaturgia originale e la riscrittura di un romanzo (un monumento della cultura occidentale) è Naufragi di don Chisciotte di Massimo Bavastro (24-25 marzo), due volte vincitore del Premio Riccione, uno degli autori più interessanti della nuova generazione. Lo spettacolo ha vinto il Premio della Critica 2003: la regia è di Lorenzo Loris (altro nome da tenere d’occhio), gli attori sono Gigio Alberti e Mario Sala. Sono più legati ai classici Iliade del Teatrino Clandestino (22 gennaio) e Metà di uno. Studi per più riunificazioni de La Fionda Teatro (10-11 marzo). La prima è un’intelligente elaborazione multimediale del poema omerico, che inaugurò la poesia occidentale: la compagnia bolognese di Pietro Babina è uno dei gruppi più vivaci tra quelli emersi nello scorso decennio. Più recente l’affermazione de La Fionda: in Metà di uno le registe Elisabetta Pogliani e Paola Zecca rileggono in modo anche divertente il Simposio di Platone.

Infine, ci sono spettacoli che adattano (e bene) romanzi e racconti. In Chimera (4-5 febbraio), Lucilla Giagnoni propone la vicenda del più bel libro di Sebastiano Vassalli, La chimera, storia di una presunta strega del ’600. Ne Il dio di Roserio (5-9 aprile), Valerio Binasco e Maurizio Donadoni portano in scena il primo romanzo di Giovanni Testori. È un omaggio al decennale della morte dello scrittore milanese, ma è soprattutto un ottimo pezzo di teatro, con cui Donadoni torna a recitare per il Donizetti e Binasco conferma di essere tra i registi più preparati dell’ultima generazione.

Una nota di commento finale. Questa è la migliore stagione di "Altri percorsi" del Donizetti da molti anni a questa parte. Gli spettacoli non sono novità assolute ma ciò non crea, in questo caso, problemi: è necessario mettersi in pari con gli sviluppi recenti del nuovo teatro italiano. La speranza è che ciò dia vita a un progetto organico per i prossimi anni.

Informazioni utili

Gli spettacoli sono all’Auditorium di piazza Libertà, tranne Iliade, Gente di plastica e Fabbrica che saranno in scena al Donizetti.

Inizio ore 20.30.

Ingresso euro 11, ridotti 8/5.

Abbonamenti euro 62.

Info: http://teatro.gaetano-donizetti.com, tel. 035/4160602(01/01/2004)

fa.tinaglia

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