Coda per i biglietti, ma 200 posti restano vuoti in sala
Coda per i biglietti, ma 200 posti restano vuoti in salaBagarre per la prima al Palatenda: in un quarto d’ora esauriti i tagliandi disponibili Subito occupati i 133 parcheggi di via Presolana. Sosta selvaggia, bus speciali semideserti
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In serata le polemiche si stemperano per lasciare spazio all’evento artistico. Niente sfarzi nella sfilata delle numerose autorità che calcano il foyer. Solo qualche rammarico perché gettando uno sguardo qua e là di posti vuoti in platea ne sono rimasti (a occhio e croce circa 200) e magari qualche cittadino in più ci poteva stare. Ma fino all’ultimo è stato difficile fare una stima di chi, tra gli invitati, avrebbe effettivamente partecipato. Perché se il ministro per gli Italiani nel mondo Mirko Tremaglia e il ministro per l’Attuazione del programma di governo Claudio Scajola non hanno rinunciato alla lirica donizettiana – eseguita dal soprano Mariella Devia e dal tenore Francisco Casanova, accompagnati dall’Orchestra stabile Gaetano Donizetti diretta dal maestro Fabrizio Maria Carminati – molti di coloro ai quali era stato riservata una poltrona hanno dato forfait.
Dei 1.500 posti, 1.196 erano infatti inizialmente «riservati»: 991 alle autorità politiche e istituzionali, 115 per gli orchestrali; 90 per le società che hanno realizzato l’opera (la Zak di Desio e la Decima di Padova). Ma il «conto» è arrivato solo in serata. Non lo sapevano i cittadini che nella mattinata di ieri si sono ritrovati in coda al botteghino del Donizetti per un posto. A disposizione c’erano 300 poltrone, andate esaurite nel giro di un quarto d’ora. Gli «esclusi» non hanno gradito la sorpresa: «Che fine hanno fatto i 1.500 posti annunciati?» è stato l’interrogativo più frequente. In coda, sotto la pioggia, il malcontento si è manifestato anche con qualche atteggiamento un po’ sopra le righe, con spinte e insulti. Tant’è che è arrivata anche la polizia locale. «Per rendere più civile la fila – racconta Vittorio Castagnoli, uno dei bergamaschi in coda per i biglietti – qualche volenteroso ha consegnato dei numerini "fatti in casa", perché il distributore non era in funzione». «Sono un "melomane" – dichiara Giancarlo Pedruzzi di Osio Sotto –. Ci tenevo tanto e ho fatto il diavolo a quattro per esserci. Ma sembra che alla fine ad essere privilegiate siano sempre le autorità». Una delegazione di spettatori delusi è persino arrivata in Comune.
Alla fine altri 200 posti sono stati messi sulla piazza nel pomeriggio, recuperati in extremis dagli sponsor che hanno rinunciato a presenziare al concerto. E l’assessore Marabini ha voluto sgomberare il campo dagli equivoci sui presunti favoritismi nell’assegnazione dei posti e dalle accuse di scorretta informazione: «I posti riservati ad autorità e sponsor – precisa – erano il 50 per cento, come ad ogni inaugurazione. Normalmente solo parte degli invitati viene. Così si è deciso di estendere l’invito agli oltre 60 orchestrali e alle imprese costruttrici. Abbiamo poi deciso di annunciare l’evento con un’apposita pagina su L’Eco di Bergamo, prenotando l’uscita sul numero di domenica scorsa. Nel weekend circa il 95% ha confermato la presenza. Un fatto mai verificatosi. Si è così ridotto il numero di posti da distribuire alla biglietteria del Donizetti. Solo nel pomeriggio, grazie alla disponibilità degli sponsor, si sono liberate altre poltrone».
Andati a ruba i biglietti, quindi, ma esauriti subito anche i parcheggi. Gli otto agenti della polizia locale mobilitati hanno assicurato la viabilità nella zona, limitando i disagi. Occupati nel giro di pochi minuti i 133 nuovi posti auto di via Presolana, le vetture si sono riversate nelle vie limitrofe. Qualche difficoltà in più si è verificata in via Gleno, soprattutto nell’orario di maggior afflusso tra le 20 e le 20,30. Le auto sono state parcheggiate sui marciapiedi e sul lato della strada, rendendo problematica la circolazione su entrambi i sensi di marcia e soprattutto il passaggio dei pullman Atb. Semideserte le quattro corse che hanno fatto la spola dal Donizetti al Palatenda. Su quella partita alle 20,15, ad esempio, i viaggiatori erano solo in tre.
(20/04/2004)
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