A Seriate folk emiliano e tammurriate pugliesi

A Seriate folk emiliano e tammurriate pugliesiDomani al Teatro Tenda di Seriate i Fiamma Fumana. Sabato a Dalmine i baresi Uaragniaun

A Seriate folk emiliano e tammurriate pugliesi

Mai come quest’anno la rassegna «Arie Popolari 2004» vanta un cartellone degno del massimo interesse. Domani nel TeatroTenda della biblioteca di Seriate sono di scena i Fiamma Fumana; mentre sabato al Teatro Civico di Dalmine suonano gli Uaragniaun. I concerti, organizzati dalla Provincia di Bergamo in collaborazione con gli enti locali interessati, iniziano alle 20.45 e sono tutti a ingresso libero.

La storia del gruppo Fiamma Fumana prende le mosse dall’incontro tra Fiamma e Alberto Cottica, già fisarmonicista dei Modena City Ramblers. La giovane cantante emiliana successivamente inizia a percorrere le vie della world music e dell’elettronica, ma presto il gruppo diventa un trio con l’appoggio in studio di Marco Bretoni. Un primo album ne testimonia l’indirizzo. Negli anni il progetto si arricchisce grazie al contributo della polistrumentista Jessica Lombardi e della italo-eritrea Medhin Paolos. Da una parte Fiamma coltiva la passione per gli strumenti acustici e per il canto delle etnie, dall’altra esplora l’universo dell’elettronica.

Ed è per questo che i Fiamma Fumana riescono a trovare la chiave giusta per contaminare il folk emiliano con la manipolazione elettronica dei suoni, i canti delle mondine e le nenie padane con i ritmi della techno. Diverso l’approccio dei pugliesi Uaragniaun (antico nome del Garagnone: il roccione dell’Alta Murgia che la leggenda vuole tagliato dallo spadone del prode Orlando) che rileggono le canzoni popolari della tradizione pugliese. Il gruppo nasce ad Altamura nel 1978; i fondatori sono Maria Moramarco, Luigi Bolognese e Silvio Teot.

Una lunga ricerca sul campo spinge Maria a interpretare e a presentare il vasto repertorio di canti del Sud dell’Italia e, in particolare, della Murgia barese e della Puglia, terra di confine con le antiche civiltà mediterranee. Canti a distesa, tarantelle, canzoni d’amore, tammurriate, canti di lavoro, trovano una nuova dimensione musicale in un mix che prova a far convivere tradizione e innovazione. Attraverso il recupero degli strumenti tradizionali, il gruppo elabora soluzioni musicali di grande respiro che valorizzano ulteriormente le straordinarie capacità vocali della Moramarco, ormai riconosciuta come una delle voci più orginali del folk revival italico. Per questo, ma non solo, lo spettacolo degli Uaragniaun è un viaggio musicale tra ritmi, suoni e voci del profondo Sud Italia. E non è un caso che il percorso folklorico del gruppo allarghi l’orizzonte alle terre limitrofe della Basilicata e della Calabria.

Per questo carattere ogni spettacolo degli Uaragniaun è diverso dall’altro e presenta margini di improvvisazione che si dilatano sulla base del momento, della piazza, del pubblico, delle stesse scelte della band. Del resto i concerti live sono la vera espressione della ricerca e della riproposizione anche critica del gruppo. Quanto ai dischi, altro non sono che utili supporti di divulgazione e magnifici strumenti per raccontare un’espressione popolare che grazie a realtà come questa continua a vivere.

(15/04/2004)

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