Martedì 14 Dicembre 2010

Scienze e democrazia, sfida infinita
A Bergamo una tre giorni della Silf

Nell'immaginario collettivo odierno sembrano diffondersi due atteggiamenti «polarizzati» riguardo alla scienza: da alcuni essa viene esaltata come l'unica fonte di un sapere razionalmente fondato, contrapposto alla presunta «soggettività» dell'arte, del mito o della religione; da altri viene identificata senz'altro con la tecnologia e condannata perché, con il suo fare e disfare, metterebbe in pericolo l'uomo e l'intero ecosistema terrestre (die Wissenschaft denkt nicht, «la scienza non pensa», era giunto a scrivere Martin Heidegger). In realtà, che non si dia questa presunta paratia stagna tra la ricerca scientifica e la riflessione filosofica è provato anche dal programma del congresso internazionale della Silfs, la Società italiana di Logica e Filosofia delle scienze, che si terrà da martedì 14 a venerdì 17 dicembre nella sede di Sant'Agostino dell'Università di Bergamo: in sei sessioni parallele verranno trattate numerose questioni «di confine» delle scienze contemporanee, mentre nel pomeriggio conclusivo si terranno due tavole rotonde su «scienza e democrazia» e «formazione e innovazione».

Questa edizione del congresso della Silfs, che ha cadenza triennale, sarà diretta dal filosofo della scienza Mauro Ceruti, dal 2008 presidente dell'associazione, nonché senatore della Repubblica nelle file del Partito democratico. «Ho voluto che il congresso si tenesse a Bergamo – spiega Ceruti – in omaggio alla mia città e all'ateneo in cui sono stato preside della facoltà di Scienze della formazione, oltre che direttore del Ce.r.co, il “Centro di ricerca sull'antropologia e l'epistemologia della complessità”. Inoltre, sono trascorsi giusto vent'anni da un altro convegno che riuscii a organizzare in Città Alta, nel Palazzo della Ragione, sull'opera di Jean Piaget (il più grande filosofo della scienza del '900, a mio avviso) nel decennale della morte. A chiusura del mio mandato come presidente della Silfs, dunque, ho colto l'occasione perché Bergamo potesse ospitare un'altra grande iniziativa a livello internazionale».

Per saperne di più leggi L'Eco di Bergamo del 14 dicembre e ascolta l'intervista al prof. Mauro Ceruti nell'audio allegato a questa notizia

fa.tinaglia

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