Un minuto con Dante:
Ulisse e Dante viaggiatori

Ulisse, insieme a Diomede, è condannato da Dante nel girone dei consiglieri fraudolenti: il primo per aver ingannato Achille, convincendolo a partecipare alla guerra di Troia dalla quale -secondo la profezia- non sarebbe tornato vivo; il secondo è il furto sacrilego del palladio.

ULISSE E DANTE VIAGGIATORI
IF XXVI, 55 ss.


55 Rispuose a me: «Là dentro si martira
56 Ulisse e Diomede, e così insieme
57 a la vendetta vanno come a l'ira;

58 e dentro da la lor fiamma si geme
59 l'agguato del caval che fé la porta
60 onde uscì de' Romani il gentil seme.

61 Piangevisi entro l'arte per che, morta,
62 Deidamìa ancor si duol d'Achille,
63 e del Palladio pena vi si porta».


Ulisse, insieme a Diomede, è condannato da Dante nel girone dei consiglieri fraudolenti per una serie di episodi abbastanza noti: il primo per aver ingannato Achille, convincendolo a partecipare alla guerra di Troia dalla quale -secondo la profezia- non sarebbe tornato vivo; il secondo è il furto sacrilego del palladio, la statuetta di Pallade Atena, che era la protettrice della città di Troia; il terzo, e più famoso, è l'inganno del cavallo, stratagemma ingegnoso che porrà termine all'assedio decennale della città; il quarto, forse il peggiore, per aver convinto i compagni a seguirlo in un viaggio senza ritorno oltre gli estremi confini del mondo allora conosciuto, segnati dalle Colonne d'Ercole.

Nell'ordinamento morale dell'Inferno sono chiare le responsabilità di Ulisse; eppure Dante, interpretando la figura di Ulisse, rimane affascinato dall'eroe greco che rappresenta -tra l'altro- il desiderio di conoscenza e di superamento dei limiti imposti dagli dei all'umana natura. Ci sono alcune analogie tra Ulisse e Dante: anch'egli infatti è un viaggiatore, impegnato in un'impresa che all'inizio dell'Inferno aveva definito “folle”, proprio come il “folle volo” di Ulisse e compagni.

Anche il viaggio di Dante, senza l'aiuto della Grazia e l'appoggio di una guida, avrebbe potuto finire in tragedia, con un vero e proprio naufragio. E' proprio questa la differenza tra i due viaggiatori esploratori: Ulisse è l'immagine della cultura pagana, non illuminata dalla Grazia, che confida orgogliosamente nei suoi meriti; mentre Dante, viaggiatore-pellegrino guidato dall'Amore di Dio, ottiene per Grazia di raggiungere la Verità e di contemplarla faccia a faccia.

Enzo Noris

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