Lunedì 12 Settembre 2011

Un minuto con Dante Alighieri
Si riparte dall'Antipurgatorio

L'UMANA PROBITATE

7.121 Rade volte risurge per li rami
7.122 l'umana probitate; e questo vole
7.123 quei che la dà, perché da lui si chiami.


Ci troviamo ancora nell'Antipurgatorio, il luogo in cui sostano le anime di coloro che devono attendere un certo tempo prima di poter accedere al Purgatorio vero e proprio ed iniziare il loro percorso di espiazione, la loro faticosa salita verso la sommità della santa montagna.
L'immagine del Purgatorio come montagna è particolarmente felice in quanto rappresenta concretamente la fatica che ciascuno di noi compie per cambiare in meglio, per superare le proprie debolezze ed i propri vizi, in una parola per convertirsi.
Qui esattamente siamo nella valletta dei principi, un luogo ameno nel quale Dante, Virgilio ed il poeta Sordello (che rappresenta un po' l'alter ego di Dante) scorgono numerosi uomini politici, tra cui re e principi, definiti “negligenti” perché - troppo presi da ambizioni e interessi personali - hanno trascurato i loro doveri verso il bene comune.
Sordello li indicherà ai due pellegrini commentando come raramente l'umana probitate, vale a dire la virtù dell'onestà, viene trasmessa di padre in figlio; questo avviene perché ciascuno la chieda a Dio stesso che volentieri la concederà.
La virtù dell'onestà, una delle qualità più apprezzate negli uomini politici di allora e di oggi insieme alla nobiltà d'animo, non si eredita ma si conquista sul campo, concretamente, attraverso le proprie azioni.

fa.tinaglia

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