Martedì 10 Gennaio 2012

Si rivive la Bergamo del '500
Viaggio virtuale nel museo storico

Bergamo «città mirabelissima». Con sintesi efficace Marin Sanudo, grande viaggiatore e cronista di Venezia, coglie la bellezza di Bergamo unitamente alla stupefatta meraviglia di chi, avvicinandosi attraverso la pianura, incomincia a scorgerla in lontananza.

A lui, stanco della lunga giornata di viaggio, Bergamo dovette presentarsi quasi un miraggio sullo sfondo delle Alpi: «cità sopra monte excellentissime situada, quasi miracullo che ivi fossi, si è ben edificata». E nel progredire del cammino, via via che si avvicina, ecco che meglio ne individua la caratteristica principale: «Va sempre in alto, comenzia al basso».

Le due città: quella al piano, e quella che «va sempre in alto» costringendo il visitatore a salire: un faticoso procedere per scoprirne l'intima bellezza. Non sappiamo con certezza quale fosse la visione che il nobile veneziano ebbe di Bergamo quando attraversò i domini della Repubblica.

Correva infatti l'anno 1483, un secolo prima che venisse completata la poderosa cerchia delle mura sul colle che trasformò il paesaggio urbano modificandone a fondo le caratteristiche. Ma ci viene in aiuto l'immagine della città come compare nelle celebre tela di Alvise Cima, dove è raffigurata Bergamo prima della costruzione delle mura.

Il viaggio di Marin Sanudo e il dipinto del Cima sono il punto di partenza di un affascinante percorso nella Bergamo del '500, tema forte della sezione del museo storico di cui si sta completando l'allestimento nelle sale del palazzo del Podestà. Dopo il recupero e la riapertura del Teatro Sociale, il restauro di questo antico edificio e ora la realizzazione del museo sono uno dei più importanti interventi a Bergamo alta negli ultimi decenni.

Non sfugge il ruolo che il museo andrà assumendo nella città antica, destinato a mutare con la sua presenza gli itinerari turistici nel cuore del centro storico, dialogando con le altre strutture museali e offrendo infiniti spunti di conoscenza e di approfondimento. Un obiettivo centrato, di cui va riconosciuta l'importanza a tutto vantaggio anche della candidatura di Bergamo a capitale europea della cultura.

Anche solo alcuni anni fa era inimmaginabile che il malconcio edificio, prima sede del podestà di Bergamo, potesse aspirare a una tale destinazione. Scelta felice del Comune che, proprietario del complesso, ne ha sostenuto il restauro e della Fondazione Bergamo nella Storia.

La scelta si è fondata sulle straordinarie possibilità offerte dai sistemi multimediali con la realizzazione di scenari interattivi che consentono di dar vita al passato, di entrare nel vivo di ambienti e scene, di dialogare con personaggi vissuti secoli or sono. Realtà e finzione creano un fitto tessuto lungo il percorso di visita in questa porzione del museo, il cui titolo ufficiale è «Bergamo nell'età veneta: il Cinquecento».

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m.sanfilippo

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