Tra devozione e arte
a Gandino torna la «Ragia»

Sono alacremente al lavoro da più di una settimana i volontari impegnati a Gandino nell'allestimento in Basilica della grande Raggiera, simbolo indiscusso del Sacro Triduo dei Morti, in programma dal 3 al 5 marzo prossimi.

Sono alacremente al lavoro da più di una settimana i volontari impegnati a Gandino nell'allestimento in Basilica della grande Raggiera, simbolo indiscusso del Sacro Triduo dei Morti, in programma dal 3 al 5 marzo prossimi.

“E' un appuntamento – conferma il prevosto don Innocente Chiodi - particolarmente sentito dalla comunità, cui nella giornata conclusiva di lunedì 5 marzo vengono invitati tutti i sacerdoti nativi o che hanno prestato a Gandino la loro opera”.

Le celebrazioni in Basilica saranno caratterizzate dalla grande Raggiera, la “Ragia", con tutta probabilità la più imponente fra le “macchine del Triduo” di cui è ricca la Val Seriana. Ha un corpo centrale del diametro di 5 metri con quattro cerchi concentrici, fissato sopra l'altare maggiore. Ad esso si aggiungono le piramidi, cioè molteplici bracci lìgnei che reggono 116 candele I raggi sono tempestati raggi di vetri policromi, un tempo illuminati da lumini, che creano l'affascinante effetto dei colori dell'iride secondo la descrizione dantesca della visione di Dio. Il tutto avvolto in un enorme drappo cremisi prodotto dagli artigiani tessili locali.

“E' opera settecentesca della bottega dei Caniana – conferma Silvio Tomasini, rettore del Museo della Basilica – e necessita di due settimane di lavoro per essere allestita. Nel 1777 i gandinesi avevano affidato a Donato Fantoni la realizzazione della “Ragia”, spendendo ben 1000 lire di allora. Ritenendo non sufficientemente imponente l'opera realizzata, si rivolsero ai Caniana, autori dell'attuale, grandioso manufatto che occupa per intero lo spazio absidale della Basilica. L'originale apparato fantoniano risulta disperso e se ne trova traccia in un disegno al Museo di Rovetta”.

Le celebrazioni religiose, accompagnate dalle riflessioni di don Maurizio Rota prete del Sacro Cuore, prenderanno il via sabato 3 marzo con la messa alle 10.30. La celebrazione sarà preceduta dalla processione, dalla chiesa di San Mauro, delle Confraternite del Vicariato Val Gandino, riunite a convegno. Nel pomeriggio le confessioni alle 16 e la messa con predicazione e benedizione alle 18.

Domenica 4 marzo le messe in Basilica alle 7, 8.30 e 10.30, quando la funzione sarà presieduta da mons. Mario Delpini, vescovo ausiliare di Milano, e accompagnata dalla Corale Luigi Canali. Alle 15 il canto del Vespro e la benedizione eucaristica. Alle 18 la messa vespertina. Lunedì 5 marzo la giornata conclusiva, quando in paese saranno chiuse anche le scuole e numerose aziende. Alle 10.30 la messa sarà concelebrata dai sacerdoti nativi e da quelli che hanno svolto il ministero a Gandino. Nel pomeriggio alle 15 la funzione conclusiva, con le tradizionali parole conclusive del prevosto.

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