Baghèt, campane e chitarre
A Casnigo raduno in musica

Un profondo dialogo fra sacro e profano, alle radici della musica popolare bergamasca. C'è un evento nell'evento domenica 15 settembre a Casnigo, dove nell'ambito della quinta edizione del Raduno dei Bagheter è in programma un'originale esecuzione.

Un profondo dialogo fra sacro e profano, alle radici della musica popolare bergamasca. C'è un evento nell'evento domenica 15 settembre a Casnigo, dove nell'ambito della quinta edizione del Raduno dei Bagheter (i suonatori dell'antica cornamusa bergamasca) è in programma un'originale esecuzione che affiancherà gli strumenti del gruppo Rataplam alle campane della parrocchiale di S. Giovanni Battista.

«Il lavoro di questi anni a Casnigo - spiega Luciano Carminati, presidente della locale associazione – segnala quanto il baghèt e la sua melodia fossero radicati nel sentire della gente, esaltando abilità e sensibilità uniche, legate anche alle ocarine, alle campanine (xilofoni con barrette in vetro e ottone e cassa armonica in legno) e alle campane delle chiese». Giacomo Ruggeri detto “Fagòt”, fu in questo personaggio emblematico, legato alla tradizione del baghèt in quanto ultimo suonatore dell'intero arco alpino (in Bergamasca ci sono tracce della cornamusa che risalgono al 1300), testimone di un'arte tramandata attraverso la sola tradizione orale.

A Casnigo i campanari gandinesi si alterneranno sul concerto di otto bronzi in Do3 crescente, fusi nel 1950 dalla ditta Ottolina. Il clou, come detto, è atteso quando i rintocchi, stimolati attraverso la tastiera manuale restaurata negli ultimi anni, faranno parte integrante di alcuni brani della tradizione bergamasca eseguiti dal gruppo Rataplam. «Un tempo – spiega Teresa Villa, voce e chitarra della formazione di Mapello – la gente ballava nei cortili e nelle piazze al suono di campane, baghèt e chitarre. Nel repertorio dell'allegrezza sono numerosi i valzer e le mazurke. Si tratta di sonorità uniche, fuse in un contesto per certi versi irripetibile, ma che deve essere salvaguardato e valorizzato nella sua peculiarità».

L'Associazione Rataplam è attiva dal 1954 e propone canti della tradizione uniti a testimonianze musicalmente narrate dell'area bergamasca. Particolare attenzione è posta al recupero di memorie, tesi e musica, sulla vita nel mondo rurale, dell lavoro e dell'emigrazione. Al fianco di Maria Teresa Villa ci sono Marisa Isacchi (voce e piccole percussioni), Lucio Mariani (contrabbasso), Stefano Bonati (pecussioni e mandolino), Giulio Ghezzi (mandolino e voce), Alberto Bonfanti (chitarra), Matteo Maggioni (organetti diatonici).

© RIPRODUZIONE RISERVATA