Anche la Corea sosterrà il restauro
del mappamondo di Papa Giovanni

Anche la Repubblica di Corea darà il suo contributo all’operazione di restauro del grande mappamondo di Papa Giovanni XXIII. Pezzo unico nel suo genere e di grande significato storico-culturale.

I particolari del progetto sono stati illustrati a Bergamo nel corso di una Conferenza Stampa presso la Fondazione Papa Giovanni XXIII. Il mappamondo ha dimensioni notevoli: l’altezza totale sfiora i 2 metri e la circonferenza raggiunge i 4 metri. Fu donato a Papa Giovanni XXIII il 25 giugno 1960 dai Missionari Verbiti. Collocato inizialmente nella Sala delle Udienze, in Vaticano, dopo la morte di Papa Roncalli passò a monsignor Loris Capovilla che lo fece portare a Sotto il Monte, nella residenza di Ca’ Maitino, dove attualmente è custodito dalle Suore delle Poverelle.

Nel corso della Conferenza Stampa ha preso la parola don Ezio Bolis, direttore della Fondazione Papa Giovanni XXIII che si è fatta carico di coordinare il progetto di restauro. Don Bolis ha illustrato l’importanza storica del mappamondo, costruito appositamente per Papa Roncalli. La restauratrice Nella Poggi Parigi si è soffermata sugli aspetti tecnico-artistici del prezioso oggetto. Ha descritto lo stato attuale di deterioramento in cui si trova il mappamondo e le tecniche che verranno utilizzate per riportarlo alla bellezza originaria. L’obiettivo è di terminare il recupero conservativo entro febbraio 2016.

Alla Conferenza Stampa ha preso parte anche la delegazione ufficiale della Repubblica di Corea, con il console generale a Milano Chang Jae-bok, il console Koh Kyungsok, e Kim Noori, funzionaria del Consolato generale. La Repubblica di Corea si è mostrata particolarmente sensibile e interessata al progetto di restauro garantendo il suo contributo. Inoltre l’opera di restauro prevede l’impiego di carta hanji, pregiata e molto antica, particolarmente adatta a questo tipo di lavorazione. A proposito della Corea Papa Giovanni XXIII, nell’Udienza del 22 luglio 1949 a un diplomatico coreano, diceva: «Il nuovo Incaricato di Affari della Corea è un Confucianista che ama però i cattolici».

Il cardinale. Loris Capovilla, contubernale di San Giovanni XXIII, oltre a inviare un indirizzo di saluto, dopo la conferenza stampa, ha voluto ricevere personalmente la delegazione guidata dalla Fondazione presso Ca’ Maitino, esprimendo il suo ringraziamento alla Repubblica di Corea per il prezioso contributo.

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