Il coccodrillo di Ponte Nossa si fa la Tac
Anche i raggi X alla clinica San Francesco

Il celebre coccodrillo del santuario di Ponte Nossa è finito ai raggi X e sotto la Tac alla clinica San Francesco di Bergamo.

Tutto è nato da un’idea di Simone Facchinetti del Museo Bernareggi: rimuovere il rettile, analizzarlo e proporlo alla mostra «Visioni, apparizioni, miracoli. La pittura di Giovan Paolo Cavagna» che si terrà dal 9 febbraio al 6 maggio al Bernareggi.

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Il coccodrillo, «a guisa di lucertola marina» - la cui presenza è attestata in Valle Seriana a partire dagli inizi del Cinquecento - non poteva che essere appunto la «mostruosa meraviglia», rimasta fino a ieri enigmatica. L’operazione trasloco è iniziata lunedì a mezzogiorno, lontana da occhi indiscreti, nella chiesa-santuario retta da don Alessandro Angioletti: «Speriamo che questa iniziativa - ha detto il parroco - contribuisca anche a far conoscere i grandi tesori artistici presenti nella nostra chiesa, gli ex voto, gli affreschi».

Ai raggi X il «paziente» ha evidenziato una struttura interna composta per lo più da pezzi di legno, stucco, maglie e gomitoli di ferro e una serie infinita di chiodi che fanno pensare a una sorta di scheletro-manichino attorno al quale è stato poi avvolta la pelle dell’animale. La testa del rettile ha invece intatte le ossa di cranio, mandibola, mascella, oltre a quasi tutti i denti. La parte ricostruita riguarda solamente il tratto terminale della coda e due denti frontali.

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