«Dai segni al mistero»
Ostensori in mostra a Romano

«Dai segni al mistero. Parola e Pane nell’arte postconciliare». Questo il titolo della mostra che la parrocchia di santa maria Assunta e San Giacomo Maggiore Apostolo di Romanio di Lombardia, in collaborazione cona la Direzione del Museo Macs hanno organizzato nella Sala Alberti dal 18 aprile al 24 maggio.

Si è pensato di allestire quest'esposizione d’arte sacra contemporanea in occasione dell’ordinazione sacerdotale di don Luca Martinelli, per riflettere sull’aspetto più significativo del suo ministero di “uomo della Parola e dell’Eucaristia”. Il Concilio Ecumenico Vaticano II, “primavera dello Spirito”, ha segnato profondamente la vita e la storia della Chiesa, che grazie ad esso ha cercato un più proficuo dialogo con la cultura e con l’arte contemporanea. Giovanni XXIII e Paolo VI hanno commissionato ad artisti anche di fama mondiale opere da utilizzare per la liturgia o per la decorazione delle chiese, esempio seguito da molti sacerdoti della Diocesi di Bergamo.

Alla luce di questa positiva esperienza, ancora in divenire, si è pensato di proporre a tutti, credenti e amanti del bello, la possibilità di vedere affiancate le illustrazioni dei testi sacri, che vengono proclamati durante la liturgia eucaristica (parola divina) ad alcuni ostensori di artisti contemporanei, utilizzati per esporre solennemente l’ostia consacrata (pane divino).

La Parrocchia di S. Maria Assunta e S. Giacomo Maggiore Apostolo in collaborazione con la Direzione del Museo MACS hanno organizzato l'esposizione, facendo proprie le parole di Benedetto XVI quando parla della “bellezza” come elemento costitutivo della liturgia (cfr. 35), e guarda all’esperienza artistica affermando che “il legame profondo tra la bellezza e la liturgia deve farci considerare con attenzione tutte le espressioni artistiche poste al servizio della celebrazione” (Esortazione post sinodale Sacramentum caritatis, 41). C’é bisogno anche oggi di un’arte capace di dare bellezza e incanto al nucleo incandescente dell’Evangelo, di rendere accessibile l’ineffabile di Dio, di tradurre il mondo invisibile in segni visibili. L’ammirato godimento di queste opere d’arte è un richiamo perché nella bellezza si possa scoprire la Bellezza.

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