Val Seriana, sciopero del tessile
In duemila sotto la pioggia

La vicinanza dell’Amministrazione comunale di Albino

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VIDEOoperai.wmvIn Val Seriana giovedì 13 novembre sono state duemila le persone che si sono ritrovate sotto la pioggia per chiedere che i posti di lavoro della valle siano salvati: lavoratori, sindaci, operaie con i bambini in passeggino, pensionati. Famiglie intere di cassintegrati sono sfilate da Gazzaniga ad Albino nel corteo indetto dai sindacati Cgil, Cisl e Uil. Una partecipazione mai vista in quella che si definiva «la valle d’oro» per la floridezza della sua industria tessile e che giovedì mattina è stata ribattezzata «la valle dell’orfano». Il sentimento comune è quello di preoccupazione ma anche di sbalordimento per una situazione che è precipitata a picco costringendo alla cassa integrazione, alla mobilità e nel caso della Tessival alla chiusura, di industrie storiche come la Honegger o ritenute solide come la Promatech. Nel comizio finale Ferdinando Piccinini, segretario generale della Cisl, ha chiesto che si «muovano gli imprenditori ma anche la politica: in Valle Seriana la situazione è molto più grave che all’Alitalia. Ci sono famiglie che stanno perdendo in un sol colpo tutto il loro reddito». Come Roberto Moschini e Annalisa Verni che lavorano entrambi nell’azienda tessile di Fiorano: «Siamo molto preoccupati - raccontano - perchè in pochi mesi la nostra vita non ha più sicurezze in un momento della vita nella quale pensavamo di poter cominciare a tirare i remi in barca. La Tessival chiude e in giro non c’è lavoro. È questa la vera differenza con il passato. La Valle ha attraversato altre crisi, ma non così generalizzate». La manifestazione di giovedì mattina è stata molto partecipata, dando la misura di come si sentano i bergamaschi. «Bisogna richiamare gli imprenditori sul territorio - chiedono i lavoratori -, che i politici si muovano, tra quelli a Roma e quelli in Regione ce ne sono bergamaschi, no? Facciano qualcosa...». Il paragone con l’Alitalia ricorre in molti discorsi «Altro che Alitalia, noi siamo 4 mila a piedi» dice Stefano Piccinali, 45 anni, alla Tessival da 25: «Che tristezza, hanno cominciato a fermare i telai della seconda sala, ci mettono il cartellino con scritto "mancanza di ordini". Torneremo a emigrare, la valle si spopolerà. Le aziende che restano non riusciranno ad assorbire tutti». Laura Paravano è in cassa integrazione all’Honegger, il marito alla Sitip e hanno bambini piccoli. «Non so come faremo, è uno choc». Poi c’è Ileana Maffeis che osserva: «La gente non trova lavoro, bisogna pensare a idee nuove per l’industria. Per la prima volta in Valle ci sono giovani a spasso». I sindacati incontreranno nei prossimi giorni imprenditori e politici: l’idea è di un fronte comune contro una crisi di sistema. La vicinanza dell’Amministrazione comunale di Albino(13/11/2008)

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