Assassin’s Creed Origins Rinascita nell’Antico Egitto

Assassin’s Creed Origins
Rinascita nell’Antico Egitto

Un anno di assenza sugli scaffali dei negozi ha fatto decisamente bene alla saga di Assassin’s Creed, che è tornata con “Origins” più in forma che mai, portando molte novità e una deriva RPG decisamente ben inserita all’interno delle vecchie dinamiche del titolo Ubisoft.

Spesso è importante – soprattutto nell’industria dell’intrattenimento (ma non solo) – prendersi una pausa di riflessione per chiudere alcune porte e poi poter proseguire sulla strada del domani, senza rimpianti, strappando di netto il cordone ombelicale con il passato, anche se glorioso. È quello che Ubisoft ha fatto (e dovuto fare) con Assassin’s Creed: la saga stava perdendo il suo appeal e lo sviluppatore francese ha deciso di prendersi un anno sabbatico per «ricaricare le batterie». La pausa però ora è finita, e il titolo che deve rilanciare il brand si chiama, guarda caso, «Origins». Le origini. Dopo un anno sabbatico. Non è certamente un caso.

Il termine «Origins» è stato scelto poiché il gioco narra le origini dell’Ordine degli Assassini nell’Antico Egitto, ma può essere interpretato anche come un richiamo ad un nuovo inizio del brand. Sia chiaro: non stiamo parlando di un reboot della serie, ma senza dubbio un’evoluzione che i tanti fan attendevano con ansia dopo la delusione degli ultimi capitoli, dove, tolta la bellezza degli scenari, non venivano offerte novità sostanziali sotto il profilo del gameplay. E, invece, Assassin’s Creed Origins di novità ne ha a bizzeffe. Ma andiamo con ordine.

Per la prima volta nella storia della saga Assassin’s Creed è ambientato in un periodo storico antecedente alla nascita di Gesù Cristo. Siamo in Egitto, nel 48 a.C, durante il regno tolemaico. Il giocatore veste i panni di Bayek, un medjay (una sorta di “sceriffo” del Regno), o per meglio dire «l’ultimo dei medjay», visto che questa figura è stata destituita dal nuovo Faraone Tolomeo. Nell’incipit di Origins Bayek è mosso dalla sete di vendetta: il giovane figlio è stato ucciso da un gruppo di misteriosi uomini mascherati, i cui scopi sono tutt’altro che chiari, e il medjay ovviamente vuole eliminarli dal primo all’ultimo. Senza andare nel dettaglio dei piani di questi loschi figuri per evitare spoiler indesiderati, diciamo subito che – come da tradizione della saga – il punto di forza della messinscena di Assassin’s Creed Origins è il mix preciso ed equilibrato fra la credibile e curata base storica e le fittizie vicende che coinvolgono protagonisti del gioco più che la trama in sé.

Misteri, tradizioni, riferimenti storici e incontri con personaggi storici dell’epoca (ad esempio, Pompeo Magno e Cleopatra) si miscelano creando un continuum narrativo armonioso e verosimile. Insomma, la formula storia-finzione resta e continua a funzionare, ma ci saremmo invece aspettati qualcosa in più nella caratterizzazione dei personaggi e nella sceneggiatura. Non si pretendeva certo la profondità emozionale e dialogica del romanzo storico «Il dio del fiume» di Wilbur Smith, ma Bayek e compagnia restano davvero troppo in superficie. A sopperire alla mancanza di un alter ego indimenticabile ci pensa fortunatamente il vasto, bellissimo, misterioso e affascinante Antico Egitto, vero protagonista dell’esperienza e confezionato con cura e maestria dai ragazzi di Ubisoft Montreal.

Ovviamente l’Antico Egitto non solo è bello da vedere ma anche da giocare, e la sensazione di compiere azioni fini a se stesse come in passato è fortunatamente svanita: ora ogni attività secondaria ha un suo peso all’interno dell’economia di gioco. A differenza dei passati capitoli, Ubisoft ha deciso di modellare un vero open-world grande quanto l’Egitto e non un semplice free roaming all’interno di città slegate fra loro. E stiamo parlando di un mondo di gioco davvero enorme, liberamente esplorabile nella sua interezza in sella ad un cavallo, un cammello o in barca. Girovagando in lungo e in largo fra le dune del deserto, nei piccoli villaggi, sulle grandi vie di città come Giza o Alessandria si possono incontrare numerose attività: missioni secondarie più o meno ispirate e strutturate (alcune di queste legate alla trama principale o fra loro), luoghi segreti da scovare, torri (e ovviamente Piramidi) da scalare e anche animali da cacciare per recuperare materiali utili allo sviluppo del personaggio. Ebbene sì: uno degli aspetti che rendono veramente nuovo e diverso questo Assassin’s Creed è la forte componente RPG, tanto è vero che si può tranquillamente classificare a pieno titolo Origins come un Action-RPG.

Come dicevamo, eliminando animali tipici dell’habitat egiziano come iene, cobra, coccodrilli e uccelli vari, o smontando le armi inutilizzate, si possono recuperare materiali utili per migliorare sei parametri/equipaggiamenti fissi: parabraccio, pettorale, capacità borsa attrezzi, lama celata, quantità frecce e danno a distanza: Non esiste un vero e proprio crafting, ma spendendo soldi è possibile potenziare anche tutte le armi bianche(archi, spade, mazze, lance ecc) trovate o acquistate. Seguendo il «manuale del buon gioco di ruolo», i ragazzi di Ubisoft hanno anche introdotto un albero delle abilità suddiviso in tre rami (cacciatore, guerriero, veggente) ben studiato, sufficientemente profondo e capace di donare una certa gradualità alla crescita di Bayek, con tantissime skill: dalla possibilità di controllare una freccia in volo a mò di «missile telecomandato», il bullet time, un super attacco, la parata e persino l’abilità di addomesticare gli animali per spingerli a combatterli contro gli altri. Come è ormai chiaro – complice anche il periodo storico – gli sviluppatori francesi hanno sfruttato l’ottimo lavoro fatto con Far Cry Primal, trasferendo alcuni elementi (in maniera ineccepibile) nell’Antico Egitto di Assassin’s Creed Origins. E c’è un’altra caratteristica che strizza l’occhio all’ultimo Far Cry: l’aquila Senu. Non potendo attivare la visione dell’aquila in quanto non ancora un vero assassino (l’Ordine non è ancora nato), Bayek può fare affidamento per marcare obiettivi missioni, nemici e oggetti sfruttando l’aquila Senu.

Per la prima volta nella serie sono stati introdotti i punti esperienza, accumulabili eliminando nemici, completando missioni, scoprendo luoghi. Ogni punto XP servirà per far crescere il livello di Bayek, che potrà arrivare fino a 40. Ad ogni level up si ottiene poi un punto abilità utile per sbloccare le skill descritte qualche riga sopra. Ovviamente Anche le armi potranno essere impugnate se il livello di Bayek e uguale o superiore a quello dello strumento. Lo abbiamo detto, e lo ribadiamo: Assassin’s Creed Origins è un action RPG.

Altra novità che balza con prepotenza all’occhio è senza dubbio il combat system: se in passato Ubisoft si era limitata a smussare gli angoli, ottimizzare qua e là alcuni aspetti, ad esempio rendendo meno facile e automatico il contrattacco, in Origins il sistema è stato completamente riscritto. Il giocatore non può più rispondere ai colpi avversari con dei contrattacchi letali e ogni colpo di spada va studiato con attenzione. Un sistema più ragionato e complesso (da action RPG quale vuole essere Origins), ma decisamente più macchinoso e meno appariscente nella forma. Una scelta che probabilmente andava fatta, ma che potrebbe non piacere ai fan che hanno amato alla follia le esecuzioni spettacolari di Ezio ed Altair. Resta sempre molto forte la componente stealth.

Un anno di assenza sugli scaffali dei negozi ha fatto decisamente bene alla saga di Assassin’s Creed, che è tornata con questo nuovo inizio titolato «Origins» più in forma che mai, portando molte novità e una deriva RPG decisamente ben inserita all’interno delle vecchie dinamiche del titolo Ubisoft. Insomma, con Assassin’s Creed Origins è avvenuta la tanto attesa svolta del brand, un capitolo che si colloca a metà strada fra un action RPG alla The Witcher III e i vecchi capitoli di Assassin’s Creed. Se dal punto di vista del gameplay ci possiamo dire sicuramente soddisfatti, sia in termini di contenuti che di novità e varietà, è sul fronte della narrativa che ancora manca quella maturità che un titolo di tale portata dovrebbe avere.

Piattaforma: Xbox One, PlayStation 4 e PC
Genere: Action-Adventure/ Action RPG
Sviluppatore: Ubisoft Montreal
Produttore/Distributore: Ubisoft
PEGI: 18

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