Devi fare la spesa di frutta? Raccoglila direttamente tu dai rami

Devi fare la spesa di frutta?
Raccoglila direttamente tu dai rami

Da lunedì 22 maggio, e per otto settimane, sui 20 ettari di terreno si potranno raccogliere ciliegie e pesche.

A Gorle la frutta di stagione si raccoglie a mano e si mangia appena staccata dai rami. L’iniziativa, che prenderà il via lunedì 22 maggio dalle 9 alle 18 e proseguirà per otto settimane, è curata dall’azienda agricola Fior di Frutta, una realtà che dal 2014 cura i circa 20 ettari di terreno della località «Campi Bassi», a pochi passi dal fiume Serio e dalla sede del Comune.

Sono circa 5 mila le piante da frutto, di cui 2 mila di ciliegie, 1.500 di pesche, 900 di albicocche e 300 di prugne, oltre a cachi, meli, fichi, melograni e giuggiole. Tutte le coltivazioni seguono il metodo a lotta integrata certificata per i primi tre anni dall’impianto e successivamente saranno compatibili con il metodo biologico. «Il 22 – sottolinea Beppe Milanesi, delegato dell’azienda, insieme ai soci Mattia Micheletti e Dharma Ghisalberti – apriremo le porte dei nostri frutteti a tutti i bergamaschi e, con un contributo, potranno direttamente raccogliere la frutta dalle piante, assaporandone le qualità e trascorrendo una giornata in compagnia. La raccolta delle ciliegie proseguirà per cinque settimane e, da fine giugno, saremo pronti a offrire anche 25 varietà di pesche che potranno essere raccolte fino alla metà di agosto».

Oltre alla frutta, nell’area che ospita anche una pista ciclopedonale comunale che porta al Serio, vengono coltivate antiche varietà. La volontà dei soci è incrementare anche le varietà di grano meno conosciute. «Inoltre – prosegue Milanesi – vorremmo realizzare una zona umida di un ettaro per favorire la biodiversità e l’aumento di anfibi e uccelli e un’aula didattica, dove ospitare studenti e offrire loro delle lezioni sulla natura, sul cibo e sulla biodiversità. Siamo già al lavoro invece per costruire una trama di siepi e filari alberati per la riqualificazione ambientale con l’uso di essenze autoctone quali gelsi, corniole e rose canine».


© RIPRODUZIONE RISERVATA