Quando la cucina
ti cambia la vita

«La cucina è il luogo degli audaci, di chi non ha paura del fuoco» dice Pau Arenòs, gastrosofo catalano. La storia di Verena Lugert «La mia seconda vita tra zucchero e cannella» (Astoria) ne è la dimostrazione: laureata in letteratura, docente universitaria, poi giornalista freelance, a 39 anni decide di cambiare vita. Frequenta un corso alla scuola di cucina Le Cordon Bleu di Londra, si diploma e diventa aiuto-cuoco in uno dei ristoranti dello chef Gordon Ramsey. Anni dopo riprende a scrivere, stavolta come food-writer ed esperta di spezie. «In un certo senso - dice - scrittura e cucina hanno qualcosa in comune: da un numero finito di ingredienti, o di lettere, è possibile creare un numero infinito di ricette o di storie».

Nel suo libro racconta il miracolo della cucina, ma anche il coraggio di cambiare, di seguire la propria vocazione. Altrettanto interessante il percorso di Lorenzo Biagiarelli, «social chef», narrato in «Qualcuno da amare, qualcosa da mangiare» (De Agostini). Dopo anni di lavoro come musicista, Lorenzo stava per laurearsi in Storia quando ha deciso di dedicarsi alla cucina e di aprire un blog a tema. Nel libro ci sono tutti gli ingredienti, ben miscelati: viaggi, storie e ricette. È una bella storia di amicizia, amore e cucina, infine, «Signoramia» (Feltrinelli) di Elena Dallorso e Francesco Nicchiarelli.

Gli autori sono una giornalista e un ingegnere, amici virtuali e nella vita: partono dalla loro esperienza personale per raccontare una storia allegra in cui galeotto è il blog di cucina, comprese le indicazioni dettagliate per replicare i piatti descritti, «con i grammi, perché quanto basta non vale ai fornelli e neppure con i sentimenti». 

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