Il sole primaverile
non va sottovalutato

Anche il sole primaverile può risultare pericoloso perchè la pelle, pallida e indifesa dopo l'inverno, è particolarmente vulnerabile. A mettere in guardia dai pericoli del sole primaverile è Fabio Rinaldi, dermatologo e presidente dell'IHRF - International Hair Research Foundation.

«Il sole primaverile è molto insidioso: la pelle, infatti, difficilmente si arrossa e quindi viene percepito erroneamente come meno dannoso. Si tende dunque a sottovalutare il trauma che la pelle subisce proprio in primavera, in cui le occasioni di esposizione ai raggi ultravioletti si moltiplicano all'improvviso. Lo stesso vale per i capelli - ha aggiunto il dermatologo - ai quali si tende generalmente a dare minor peso in termini di protezione, non tenendo conto che una moderata esposizione al sole può nuocere ai loro bulbi e quindi danneggiare il cuoio capelluto».

Rinaldi non si riferisce soltanto al sole che si può prendere in montagna o al mare approfittando delle prime belle giornate primaverili. «Quello che si prende in città - ha chiarito l'esperto - è anzi di gran lunga più pericoloso. Spesso in questi casi, infatti, l'esposizione al sole è involontaria e, quindi, non protetta: ciò può provocare scottature, arrossamenti ed eritemi che sono la causa principale dell'invecchiamento cutaneo. Inoltre anche i capelli rischiano di inaridirsi e danneggiarsi per l'eccessiva esposizione ai raggi UVA».

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