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Alluce valgo, l’operazione chirurgica è veloce e non invasiva

Il dottor Nicola Del Bianco, operativo al Centro Medico M.R. di Gorle e co-fondatore del metodo Pbs, spiega i vantaggi della tecnica percutanea per la correzione delle diverse deformità dell’avanpiede

È una delle più comuni deformazioni dell’avampiede che colpisce - secondo le stime - circa il 40% delle donne in Italia: stiamo parlando dell’alluce valgo che si caratterizza per la deviazione dell’alluce verso le altre dita. Può insorgere a qualsiasi età, ma la fascia più colpita è quella compresa tra i 40 e i 60 anni. Come intercettare il problema? E, soprattutto come curarlo? Con una terapia conservativa o chirurgica? Ne parliamo con il dottor Nicola Del Bianco, medico chirurgo specialista in ortopedia, traumatologia e chirurgia del piede, operativo al Centro Medico M.R. di Gorle e co-fondatore del metodo Pbs (Percutaneous Bianchi System) tecnica chirurgica percutanea inserita all’interno della ricerca di un continuo percorso di innovazione per la cura delle varie patologie del piede.

L’importanza della prima visita

Alluce valgo, dita a martello, metatarsalgia, spina calcaneare: le patologie del piede sono diverse e le visite specializzate del dottor Bianco sono il punto di partenza per avviare una diagnosi corretta e un eventuale intervento chirurgico. «Intervento che per correggere l’alluce valgo e le patologie associate si basa su un concetto molto semplice: correggere le deformità ossee senza praticare ferite chirurgiche e senza utilizzare mezzi di sintesi - sottolinea il dottor Del Bianco -. La nuova chirurgia percutanea si applica in particolare per la correzione dell’alluce valgo che colpisce soprattutto le donne e si caratterizza per la deviazione dell’alluce verso le altre dita. Inoltre, la profonda conoscenza delle funzionalità del piede e lo studio dell’ampia casistica trattata in oltre vent’anni di esperienza ha consentito al team di cui sono co-fondatore di affinare le tecniche, le procedure operatorie e sviluppare una strumentazione personalizzata per delineare un percorso per la cura di tali patologie che parte dalla valutazione medica dello stato del paziente e lo accompagna fino al recupero delle funzionalità».».

Le cause: familiarità ma anche calzature sbagliate

Sono diversi e comuni i fattori che possono sviluppare l’alluce valgo che spesso si accompagna al dito a martello (sovrapposizione del secondo dito del piede all’alluce). La familiarità è il fattore scatenante ma non è l’unico: «L’alluce valgo è quasi sempre dovuto ad un “difetto di fabbrica” del piede, ma anche l’uso di calzature inadeguate può accelerare la comparsa dell’alluce in piedi già congenitamente predisposti – prosegue lo specialista -. Altre cause possono essere il piede piatto o cavo, l’obesità, la gravidanza o la menopausa. Il percorso Pbs inizia infatti con la visita ambulatoriale in cui si stabilisce la gravità della patologia e si determina se il paziente è curabile con un trattamento medico o se è necessario un intervento chirurgico».

L’intervento è soft e senza tagli

Intervento che grazie alla tecnica Pbs è poco invasivo e senza tagli: «La chirurgia percutanea è una tecnica che si sta diffondendo in tutto il mondo, destinata per la sua scarsa invasività, per i risultati e per la rapidità di esecuzione a sostituire nei prossimi anni gran parte della tradizionale chirurgia per il trattamento dell’alluce valgo e delle altre patologie del piede – conferma il dott. Del Bianco -. Grazie alla Pbs, tecnica eseguita in anestesia locale, rapida e che non fa uso di mezzi di sintesi (viti, placche o fili), si stabilizzano infatti le fratture in modo naturale grazie al bendaggio post-operatorio e altri accorgimenti che consentono ai pazienti di camminare subito, recuperando precocemente le funzionalità del piede.
L’assenza di incisioni chirurgiche e di dolore post operatorio e l’immediata ripresa della deambulazione rendono questa tecnica particolarmente gradita ai pazienti».

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