Sara, l’oboe e la Svezia: il sogno sulle note di Morricone

LA STORIA. A 24 anni Sara Zucchelli da Ponte Nossa a Malmö dopo gli studi a Stoccolma. Allieva di Carlo Romano, oboista e amico del celebre compositore italiano

Le idee chiare sin da piccola riguardo il suo futuro: diventare una musicista professionista. E così Sara Zucchelli, 24enne di Ponte Nossa, inseguendo questo sogno è volata all’estero, arrivando al Nord, in Svezia. Oboista freelance, dopo quattro anni a Stoccolma, si è trasferita a Malmö. Tra i suoi insegnanti anche il maestro Carlo Romano, per oltre quarant’anni oboista di riferimento del grande Ennio Morricone. «Dopo il diploma al liceo musicale “Paolina Secco Suardo” – riferisce la giovane –, ho completato il triennio in oboe all’ex conservatorio Donizetti di Bergamo, oggi Politecnico delle Arti di Bergamo, con il maestro Marco Ambrosini, e seguendo sempre lezioni private con il maestro Carlo Romano».

Al Royal College of Music

«Concluso il percorso di tre anni, nel luglio 2021 sono partita per studiare al Royal College of Music di Stoccolma: si trattava un biennio di studi con specializzazione orchestrale – ricorda la musicista –. Ho sempre trovato interessante viaggiare e conoscere musicisti provenienti da diversi Paesi, inoltre mi sono sempre piaciute le lingue. L’idea di seguire una parte dei miei studi all’estero mi intrigava, ma la scelta della Svezia non era di certo pianificata. È stato un po’ un colpo di fulmine: ad agosto 2020 ho trascorso una settimana di vacanza a Stoccolma, e mi sono innamorata di questa città. Ho provato una sensazione di pace e una serenità nel vedere come la società e la realtà locale funzionasse: ho subito pensato che fosse una città splendida, così ho passato l’anno successivo a raccogliere informazioni riguardanti la scuola, le orchestre e gli insegnanti. È stata la mia prima e unica scelta, di cui non mi sono mai pentita».

Uno stile che conquista

La Svezia, una nazione che rispecchia il suo modo di essere. «È un paese con tradizioni e uno stile di vita che io apprezzo e mi ci rivedo molto – confessa –: so che i nordici sono considerati “freddi e distaccati”, ma io non sono assolutamente d’accordo. Forse essendo io stata definita fin da piccola una persona abbastanza introversa, ho avuto meno difficoltà di altre persone a integrarmi con la popolazione. Certamente in generale la gente è più riservata dell’“italiano medio”, ma è estremamente rispettosa e una volta che si riesce a creare un rapporto di confidenza, si scoprono persone gentili e solari».

I primi contratti di lavoro

«Lo dimostra il mio fantastico insegnante, primo oboe dell’Orchestra Sinfonica della Radio

Svedese (Bengt Rosengren), che mi ha aiutata e supportata al meglio, non solo relativamente agli studi musicali, ma anche a livello umano – spiega Sara Zucchelli –. Mi ha spronata a credere in me stessa ed essere pronta per entrare nel mondo professionale. L’idea era di partire, e a fare due anni di master per poi rientrare, ma nel frattempo i piani sono via via cambiati. Prima l’internships, poi contratti di lavoro in diverse orchestre. Tra queste l’orchestra dell’Opera di Stoccolma, l’Orchestra Sinfonica di Norrköping, l’Orchestra Sinfonica di Malmö e alcune collaborazioni con l’Orchestra Sinfonica della Radio Svedese. È facile intuire il perché non me ne sia andata. Ora finalmente ho anche imparato la lingua svedese e sto cercando di inserirmi nella società locale al meglio. Ho amato Stoccolma e spero di ritornarci un giorno. È una città molto elegante, ricca di attività culturali e artistiche, e anche se è la capitale e la più grande della Svezia, non è per nulla caotica. Lì si può accedere a tutto, è ricca di zone verdi e di acqua, essendo costruita su un arcipelago. Avrà sempre un posto speciale nel mio cuore».

Da Stoccolma a Malmö

«Malmö invece rispecchia le stesse caratteristiche solamente in miniatura, ed è ancora più internazionale, data la vicinanza con la Danimarca e il centro Europa – riflette –. L’inverno rigido, e le molte ore in più di buio rispetto a casa, sono state forse le differenze che ho trovato più pesanti al quale abituarmi: bisogna riassestare un attimo il proprio orologio biologico e lo stile di vita, ma dopo un po’ si riesce a trovare il bello anche in questo. Soprattutto quando durante il periodo natalizio è tutto ricoperto di neve e brillano luci ovunque. La cucina italiana, come sarà per tutti i connazionali all’estero, manca, però devo dire che apprezzo anche quella svedese. Ci sono tanti piatti tipici interessanti ma molto diversi dai nostri: devono piacere parecchio le patate, il pesce, e spezie come cannella e cardamomo. Sono sempre stata incline al provare cose nuove e diverse, per cui non è stato un problema adattarmi, l’importante è che non tocchino i nostri piatti tipici per farne qualcosa di completamente bizzarro sotto lo stesso nome (ride, ndr)».

Il lavoro e l’amore

Il lavoro e l’amore l’hanno portata a trasferirsi a Malmö. «Dopo quattro anni a Stoccolma – spiega la 24enne –, ora mi sono spostata a Malmö. Principalmente per lavoro, ma anche seguendo il cuore. Il mio compagno, anche lui musicista (suona il fagotto), è svedese, e stiamo cercando di far combaciare le nostre strade il più possibile per adesso. Ho pensato molto al rientrare o meno in Italia. Ovviamente mi manca ogni tanto la facilità con cui riesco a fare le cose a casa, parlare la mia lingua madre e sapere già come la società funziona. All’inizio pure andare a fare una semplice spesa al supermercato in Svezia era un’impresa».

Il ritorno ancora lontano

«Diciamo però che non sono contraria all’idea di rientrare, ci sono molti concorsi in orchestre italiane nel futuro che sicuramente tenterò, ma comunque se tutto continua ad andare bene in Svezia, al momento non sento la necessità di andarmene da qui – spiega ancora Sara Zucchelli –. Alla fine dei conti il mio obiettivo è da sempre quello di fare l’oboista, e quindi starò dove questo sogno si potrà concretizzare al meglio».

Le melodie di Morricone

«La passione per la musica me l’ha trasmessa mio padre, grande fan di Ennio Morricone e delle melodie classiche in generale. Purtroppo – conclude Sara Zucchelli – è venuto a mancare nel 2017 quando avevo 16 anni, e questa passione condivisa la porto avanti anche per lui».

Bergamo senza confini

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