Il nuovo Pd a sinistra con il nodo 5 Stelle

Il nuovo Pd a sinistra
con il nodo 5 Stelle

Gli ultimi sondaggi sulle intenzioni di voto danno il Pd in leggera crescita, intorno al 19%; viceversa il M5S prosegue nella discesa e si attesta poco sotto il 22%, oltre dieci punti in meno rispetto alle ultime elezioni politiche ma in linea con i recenti risultati regionali. Dunque il Pd che Nicola Zingaretti prende in mano sembrerebbe ad un passo dal contendere ai grillini il secondo posto nella graduatoria del partiti italiani. Se così fosse davvero, i democratici potrebbero risalire la soglia psicologica del «terzo perdente» e provare a ripristinare il tradizionale bipolarismo sinistra-destra candidandosi ad essere il vero avversario della Lega di Salvini, assiso sul suo trono del 35% e passa di voti.

La crisi che sta aggredendo il M5S aiuta il Pd del post-renzismo, intenzionato a riprendersi la quota di elettori emigrati tra le braccia di Di Maio. La strada è lunga e per nulla agevole, e tuttavia le contraddizioni del governo giovano all’opposizione di sinistra in vista delle europee di maggio. Non a caso la prima «uscita» del neo-segretario democratico è stata a Torino per incontrare il governatore (uscente e ricandidato) del Piemonte Chiamparino e sposare la sua causa pro-Tav: «È criminale sprecare tanti investimenti e posti di lavoro» ha detto Zingaretti. Seconda tappa, la marcia degli studenti a difesa dell’ambiente per ribadire l’anima ecologista della sinistra e cercare di cogliere il consenso dei più giovani.


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