La paura di essere soli
Ma Dio non ci lascia

Care sorelle e fratelli, il tradizionale inizio di questa celebrazione, dà nome all’ ultima domenica prima di Pasqua: è la Domenica delle Palme, caratterizzata dalla benedizione degli ulivi e dalla festosa processione. Quest’ anno non è così, e questo rito, come tutti quelli della Settimana Santa, sarà molto essenziale. Si potrebbe dire: «Abbiamo smontato tutto! La festa non è qui!». Quest’ anno, Gesù entra in Gerusalemme da solo. La folla non c’ è. I discepoli neppure. Anche quel corteo di gente disperata che vedeva in lui un segno di speranza, è scomparsa.

La paura di essere soli Ma Dio non ci lascia

Tutti sono chiusi in casa o in un ospedale. Non c’ è nessuno quest’ anno. Abbiamo davanti agli occhi l’ immagine di Papa Francesco, solo, in una piazza San Pietro vuota; solo, mentre entra in una Basilica di San Pietro vuota. Ho davanti anche l’ immagine di non pochi sacerdoti che in questi giorni, soprattutto verso sera, hanno portato la croce, le reliquie, addirittura il Santissimo per le strade delle loro comunità, da soli. Io credo che questa dimensione umana che è la solitudine, sia una caratteristica degli eventi della Settimana Santa. Gesù e sempre più solo nel percorso, che inizia con l’ ingresso in Gerusalemme e culmina nella sua crocifissione e nella sua sepoltura. Solo. Abbiamo paura di rimanere soli. Abbiamo paura di essere considerati semplicemente uno tra i tanti. Possiamo anche stare insieme a molte persone e avvertire d’ essere semplicemente uno tra tanti. Abbiamo paura di essere abbandonati.

© RIPRODUZIONE RISERVATA