Infortunio a Brusaporto, cisterna sequestrata. La lente puntata sulla dinamica

LE INDAGINI. Ancora gravi le condizioni dei due operai soccorsi martedì 28 aprile. Ats sta verificando se erano già all’interno o vi sono caduti per le esalazioni.

Restano gravi le condizioni dei due operai che martedì 28 aprile hanno perso i sensi mentre stavano pulendo un’autocisterna, probabilmente per via di una sostanza che avrebbero respirato e che potrebbe verosimilmente essere acido solfidrico, all’interno del capannone della ditta «Carrara Group», realtà che si occupa di servizi ecologici e smaltimento di rifiuti. Intanto proseguono le indagini di Ats Bergamo, i cui tecnici hanno effettuato un sopralluogo e i relativi accertamenti subito dopo il grave infortunio sul lavoro, avvenuto tra l’altro nella «Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro» e alla vigili della festa dei lavoratori di domani, e che ha coinvolto in tutto cinque operai.

Al vaglio la dinamica

I due lavoratori rimasti feriti in maniera più seria sono operai di due ditte differenti, uno dipendente dell’azienda che doveva svolgere le operazioni di pulizia della cisterna, mentre l’altro di una ditta in appalto. Al vaglio, in particolare, la dinamica di quanto avvenuto attorno alle 18.30: si sta infatti cercando di capire se i due operai dovevano pulire l’interno della cisterna – che è il rimorchio di un autoarticolato e che è stata ora posta sotto sequestro – o se stavano operando dall’esterno, in particolare sulla sommità della grande botte – sulla quale era stata installata una sorta di passerella mobile proprio per consentire di salirci e camminarci sopra – e per effetto delle esalazioni in uscita dalla cisterna, vi siano caduti dentro.

L’allarme e i soccorsi

Uno dei due è stato soccorso dai colleghi, che lo hanno estratto dalla botte privo di conoscenza: in particolare il conducente dell’autoarticolato è intervenuto praticandogli la respirazione bocca a bocca. Per questo gesto di altruismo ha riportato a sua volta del malessere generalizzato ed è stato poi pertanto trasferito all’ospedale Bolognini di Seriate in codice giallo. La stessa destinazione, ma in codice rosso, per l’operaio da lui soccorso, che risulta sotto osservazione e in prognosi riservata, anche se non in pericolo di vita. Più serio il quadro clinico del suo collega, che è stato invece estratto dai vigili del fuoco, che sono intervenuti con il Nucleo «Nbcr», acronimo di «Nucleare batteriologico chimico e radioattivo»: si tratta dei pompieri specializzati in interventi quando c’è la presenza – sospetta o reale – di sostanze inquinanti. Quest’ultimo operaio è stato trasferito in codice rosso all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Medicati e portati in ospedale, ma in codice verde, anche altri due colleghi che hanno partecipato ai soccorsi.

Ats Bergamo sta appunto ricostruendo la dinamica dell’incidente per definire eventuali responsabilità di chi è deputato alla gestione della sicurezza, con particolare riferimento alle procedure adottate per le operazioni di bonifica in ambiente confinato e sospetto di inquinamento, alla strumentazione e ai dispositivi di protezione dati in dotazione ai lavoratori per l’effettuazione in sicurezza delle operazioni.

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