Alla riunione della Commissione per la caccia alle balene spinte anti moratoria

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(ANSA) - ROMA, 28 SET - E' in corso a Hobart, Tasmania, la 70ª riunione plenaria della Commissione Internazionale per la caccia alle balene (Iwc70). L' incontro coincide con due importanti anniversari per la protezione dei cetacei: 80 anni dalla fondazione dell'Iwc, istituita nel 1946 e i 40 anni dall'entrata in vigore della moratoria globale sulla caccia commerciale alle balene (approvata nel 1982 ed entrata in vigore nel 1986). I delegati dei governi membri, scienziati e osservatori si trovano oggi di fronte alle sfide per la conservazione marina e le spinte pro-caccia che minacciano la moratoria. Alcune nazioni favorevoli alla ripresa della caccia (come Antigua e Barbuda, storicamente vicina alle posizioni del Giappone che dal 2019 è uscito dall'Iwc e continua a praticare la caccia alle balene ) hanno presentato proposte che mirano a erodere il blocco commerciale globale. Nel corso del vertice, che si concluderà il 2 ottobre, sarà presentato un rapporto sul "contributo delle balene nel supporto ai servizi ecosistemici marini" che evidenzia il ruolo delle balene come ingegneri degli ecosistemi. Secondo lo studio, i loro cicli ripetitivi di immersioni e riemersione provocano una miscelazione verticale che favorisce la distribuzione di nutrienti, ossigeno e calore tra i diversi strati della colonna d'acqua. Durante le loro migrazioni da aree altamente produttive come l'Artico e l'Antartide, le balene stimolano la produzione di plancton negli oceani a bassa produttività attraverso le loro escrezioni, il materiale placentario e, in alcuni casi, le loro carcasse. Dopo la morte, le carcasse delle balene agiscono come pozzi naturali di carbonio quando si trovano a profondità di 1.000 metri o più.

Le carcasse sono anche oasi che arricchiscono il fondale marino profondo e, nel lungo termine, permettono lo sviluppo di ecosistemi specializzati. (ANSA).

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