Associazioni, leggi severissime contro la tortura animale online
(ANSA) - ROMA, 28 SET - Associazioni e cittadini chiedono leggi severissime contro la tortura animale online.
Nei giorni scorsi, nelle piazze di Roma e Milano, Associazioni hanno manifestato per chiedere pene durissime e una legge specifica contro la tortura degli animali diffusa sul web. La mobilitazione, che si unisce a quella internazionale, nasce "dall'atroce vicenda di Wang Wang, cagnolina randagia torturata e uccisa insieme ai suoi cuccioli in Cina, nel villaggio di Pingpu, città di Xinheng, distretto di Jedong, Jieyang, Guangdong. La pericolosità sociale di giovani che compiono tali crimini è nota. Per questo siamo tutti insieme a chiedere leggi nuove e pene adeguate", dichiarano le associazioni della cordata composta da Avanguardia Animalista, Enpa, Feline Guardians, Gaia Animali e Ambiente, Lav, Leal, Lndc, Mases, Meta, Oipa. Presente anche Almo Nature e Fondazione Capellino. Il 28 giugno 2026, cinque ragazzi sotto i quattordici anni hanno attirato Wang Wang in un luogo isolato usando i suoi cuccioli di appena due settimane. Lì è iniziata una tortura premeditata: arnesi di metallo, bastoni chiodati, benzina, filo. I cuccioli sono stati uccisi uno a uno davanti ai suoi occhi. Lei non è fuggita, incapace di abbandonarli. È stata colpita ripetutamente, trascinata via mentre cercava un riparo, senza mai reagire. Le hanno cavato gli occhi, pugnalato l'addome, poi l'hanno cosparsa di benzina e data alle fiamme. Il suo ultimo gesto è stato strisciare verso un cucciolo senza vita per leccarlo. Anche dopo la morte, i ragazzi hanno continuato a infierire. La tortura è durata più di un'ora. "Tutta questa atrocità è stata perpetrata per divertimento. La diffusione online di contenuti simili è un fenomeno in crescita, che espone animali, minori e comunità a una spirale di violenza normalizzata. Esiste inoltre un mercato nero, in cui soggetti, di evidente pericolosità sociale, domandano di torturare gli animali dietro compenso" dichiarano le associazioni presenti al Circo Massimo di Roma e davanti l'Ambasciata Cinese a Milano. Le associazioni chiedono: pene severissime per chi produce o diffonde contenuti di tortura animale; un reato autonomo per la violenza sugli animali online; cooperazione internazionale per perseguire i responsabili; interventi educativi sui minori coinvolti; oscuramento immediato delle piattaforme che ospitano tali contenuti. (ANSA).
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