Il 31% degli italiani pensa che negli oceani i pesci non finiranno mai

Lettura 1 min.

(ANSA) - ROMA, 07 GIU - La vita sul Pianeta dipende dagli oceani, ma molti italiani non ne sono consapevoli. Il 31% degli intervistati pensa che siano troppo grandi perché i pesci possano esaurirsi e se il 75% è cosciente del fatto che la pesca eccessiva è oggi più diffusa rispetto a 50 anni fa, per il 39% non c'è niente da fare. E' quanto emerge da un sondaggio commissionato da Marine Stewardship Council (Msc), organizzazione internazionale non profit di certificazione per la sostenibilità ambientale della pesca, sul livello di conoscenza sugli oceani e sulle principali sfide che li riguardano, in occasione della Giornata Mondiale degli Oceani 2026. Secondo un rapporto della Fao, se negli anni Settanta il 10% delle popolazioni ittiche era classificato come sovrasfruttato oggi la quota è salita al 37%.

Il 27% non sa poi che l'inquinamento raggiunge gli abissi, nonostante uno studio del 2018 ne attesti la presenza ovunque.

Oltre un terzo dei detriti è composto da macroplastiche che aumentano oltre i 6mila metri di profondità, fino al record di una busta trovata a quasi 11mila metri nella Fossa delle Marianne. Anche nel Mediterraneo la situazione è critica, con l'88% di plastica sul fondale del Calypso Deep. Altro errore riguarda il concetto di sostenibilità legato alla filiera corta e ai prodotti a chilometro zero. il 45% delle persone associa automaticamente il pescato localmente alla sostenibilità, in realtà, la provenienza locale non garantisce la tutela della specie. Nel Mar Mediterraneo, per esempio, più della metà delle popolazioni di pesci è sovrasfruttata. La reale sostenibilità dipende dallo stato di salute degli stock e dall'impatto dei metodi di cattura. Il 70% degli intervistati non sa che una popolazione ittica impoverita può rigenerarsi. I sistemi di gestione basati su evidenze scientifiche hanno dimostrato il contrario, il tonno rosso del Mediterraneo, un tempo vicino al collasso totale, si sta riprendendo grazie a rigidi piani. Allo stesso modo, il nasello della Cornovaglia che ha beneficiato di misure di salvaguardia mirate nel tempo. (ANSA).

© RIPRODUZIONE RISERVATA