Power Readiness, Bess e fotovoltaico diventano la risposta alla saturazione della rete
(ANSA) - NAPOLI, 15 OTT - La disponibilità di energia sta diventando uno dei principali fattori limitanti per lo sviluppo delle nuove infrastrutture digitali e industriali. In Italia, come in diverse aree d'Europa, la crescente domanda di potenza da parte di Data Center, poli tecnologici e grandi impianti produttivi si confronta infatti con una rete elettrica che, soprattutto nei nodi maggiormente sollecitati, non sempre è in grado di garantire nuovi allacciamenti o incrementi di potenza nei tempi richiesti dagli investitori.
Il problema, dunque, non riguarda più esclusivamente la quantità di energia disponibile, ma la velocità con cui quella potenza può essere resa effettivamente utilizzabile. Ed è proprio in questo spazio che si inserisce il concetto di Power Readiness promosso da Star, secondo cui la progettazione energetica deve procedere parallelamente a quella dell'infrastruttura, anticipando i vincoli della rete pubblica anziché subirli.
L'integrazione di impianti fotovoltaici ad alta potenza e sistemi di accumulo Bess - Battery Energy Storage Systems consente di costruire attorno al sito una vera e propria infrastruttura energetica flessibile. Il fotovoltaico contribuisce alla generazione diretta di energia rinnovabile, mentre il Bess opera come un buffer capace di accumulare energia e renderla disponibile nei momenti in cui la domanda raggiunge i livelli più elevati.
Una configurazione che assume particolare rilevanza per i Data Center, caratterizzati da carichi continui e da picchi di potenza che possono mettere sotto pressione le connessioni esistenti. Attraverso una gestione intelligente dei flussi, l'accumulo può infatti ridurre la potenza richiesta alla rete nelle fasi più critiche, compensando temporaneamente la differenza tra la capacità disponibile e quella necessaria all'operatività.
"Oggi il fattore tempo è una delle variabili decisive per la competitività di un progetto industriale. Un Data Center può avere tecnologia, capitale e domanda, ma senza potenza disponibile rischia di rimanere fermo", spiega Mario Palma, Ceo di Star. "Per questo riteniamo necessario cambiare prospettiva: non dobbiamo limitarci ad attendere che la rete sia pronta, ma progettare infrastrutture energetiche capaci di rendere il sito power ready già nelle fasi iniziali del suo sviluppo".
Il Bess, in questa prospettiva, non rappresenta semplicemente una riserva energetica, ma diventa un elemento strutturale della progettazione industriale. Abbinato alla generazione solare, può contribuire al peak shaving, aumentare la resilienza dell'alimentazione e ottimizzare l'utilizzo dell'energia prodotta localmente, riducendo la dipendenza dai limiti contingenti della rete.
«La nostra visione è quella di trasformare un vincolo infrastrutturale in un'opportunità progettuale», conclude Palma.
«Fotovoltaico e storage, se concepiti come un unico sistema e non come componenti separati, possono accelerare l'attivazione di infrastrutture strategiche e, contemporaneamente, contribuire a rendere più efficiente e resiliente il sistema elettrico nel suo complesso».
Per Star, la Power Readiness diventa così una componente essenziale della nuova progettazione energetica: una risposta concreta alla saturazione delle reti e uno strumento per consentire a Data Center e grandi industrie di trasformare la disponibilità di energia da possibile collo di bottiglia a leva di competitività e sviluppo. (ANSA).
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