Preoccupa la salute oceani, per 51% degli italiani pesce preferito a rischio

Lettura 1 min.

(ANSA) - ROMA, 01 OTT - Il 93% dei consumatori italiani di pesce è preoccupato per la salute degli oceani e il 51% teme che il proprio piatto di mare preferito non sarà più disponibile tra 20 anni. È il quadro di un pubblico sempre più consapevole e alla ricerca di strumenti chiari per orientare le proprie scelte d'acquisto. A scattare questa fotografia è la nuova ricerca GlobeScan per Marine sewardship council (Msc), organizzazione non profit che promuove la salute della vita marina attraverso un programma di sostenibilità ambientale. I dati sono diffusa in occasione della VI edizione delle Settimane della Pesca Sostenibile (12-25 ottobre), campagna che invita a scegliere prodotti da pesca certificata Msc. Tra le minacce percepite per gli oceani, al primo posto resta l'inquinamento per il 55% delle persone, in diminuzione rispetto al 67% del 2022, e cresce l'attenzione verso la pesca eccessiva, indicata dal 44%, rispetto al 38% del 2022.

Allo stesso tempo, resta forte la convinzione che le azioni individuali possano fare la differenza: per il 74% le proprie decisioni d'acquisto possono contribuire alla salute dei mari; cresce poi la domanda di trasparenza con l'82% degli intervistati chiede maggiori informazioni sulla sostenibilità del pesce acquistato, il 78% pretende garanzie sulla tracciabilità fino a una fonte certa e affidabile e il 77% ritiene che le affermazioni ecologiche di brand e supermercati debbano essere verificate da un'organizzazione indipendente.

Questa spiccata sensibilità si inserisce perfettamente nel nuovo quadro normativo europeo. Con l'entrata in vigore della direttiva Empowering Consumers (EmpCo), le comunicazioni ambientali rivolte ai consumatori dovranno essere sempre più chiare, verificabili e fondate su criteri trasparenti, offrendo una tutela sempre più solida contro il greenwashing. Il marchio blu Msc, che certifica la pesca sostenibile garantendo stock ittici, ecosistemi e gestione responsabile, in Italia è conosciuto dal 53% dei consumatori e, tra questi, l'86% ne ha piena fiducia, associandolo in primis alla protezione degli oceani. (ANSA).

© RIPRODUZIONE RISERVATA