Wwf all'attacco su trivelle, l'Italia non è il Texas
(ANSA) - ROMA, 11 SET - "L'ennesimo decreto contro il caro-carburanti contiene un paradosso difficile da spiegare agli italiani: con la "semplificazione fossile", il Governo continua usare risorse pubbliche per contenere il prezzo del gasolio e, nello stesso provvedimento, accelera le procedure per estrarre più petrolio e gas cosiddetto nazionale. Da una parte, si tenta di tamponare il costo della dipendenza dai fossili e, dall'altra, si fanno scelte che rischiano di prolungare tale dipendenza il più possibile, senza portare vantaggi diretti e reali in termini energetici". E' quanto scrive il WWf Italia in una nota sottolineando che lo ritiene "insensato".
"Il conto ambientale è già davanti ai nostri occhi. Quella appena trascorsa è stata l'estate più calda mai registrata in Italia nella serie storica del CNR. Eppure, il Governo accelera sull'estrazione di petrolio e gas cosiddetti nazionali che però non sono nazionalizzati ma acquistati dal GSE, e sono principali responsabili - insieme al carbone - del riscaldamento globale, aggiungendo nuove pressioni su territori ed ecosistemi. Una scelta difficile da spiegare in termini di benefici per il Paese e per di più opposta alle indicazioni della comunità scientifica, agli impegni climatici europei e internazionali e agli articoli 9 e 41 della Costituzione", si legge nella nota.
E a rendere questa scelta ancora più insensata c'è un fatto inequivocabile: l'Italia non è il Texas. Il nostro Paese dispone di risorse di petrolio e gas troppo limitate per pensare di conquistare l'indipendenza energetica con nuove trivellazioni Il "Drill, baby, drill", in ogni caso, non è una politica energetica: è propaganda fossile. Non garantisce prezzi bassi e scimmiottarlo proprio in Italia è semplicemente insensato. La vera sicurezza energetica si costruisce azzerando il consumo di petrolio, carbone gas: accelerando sulle rinnovabili, sull'efficienza energetica e sull'elettrificazione. Per questo invitiamo tutte le forze politiche attente alle esigenze degli italiani e non a quelle delle lobby fossili a opporsi in Parlamento alla "semplificazione fossile". (ANSA).
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