Wwf, recepimento incompleto direttiva Ue su crimini ambientali

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(ANSA) - ROMA, 22 MAG - In questi giorni gli Stati membri sono chiamati al recepimento della Direttiva (UE) 2024/1203 sulla tutela penale dell'ambiente. L'Italia lo ha fatto attraverso il DL 81. "Ma solo formalmente", sottolinea il Wwf, che esprime una valutazione critica sul decreto legislativo di recepimento.

Il provvedimento contiene alcuni elementi positivi: il rafforzamento di alcuni delitti contro l'ambiente nel Codice penale, attraverso l'estensione della tutela anche agli habitat, l'introduzione di nuove aggravanti e di un reato sul commercio di prodotti inquinanti che amplia la responsabilità lungo la filiera. Importanti sono la formalizzazione di un Sistema nazionale di coordinamento delle procure ambientali. Tuttavia, il decreto presenta lacune rilevanti che ne compromettono il pieno allineamento alla Direttiva europea, soprattutto nel settore dei crimini contro la fauna selvatica.

Proprio su questo fronte, che la Direttiva individua tra le priorità, il testo italiano non introduce le modifiche alla normativa penale necessarie a colpire in modo efficace il bracconaggio, il traffico e la commercializzazione illegale di specie protette. La scelta di concentrare l'intervento sul delitto di inquinamento ambientale, oltre a non rispettare le indicazioni della direttiva, si rivela insufficiente perché si tratta di una norma che opera solo nei casi più gravi, mentre gran parte dei reati contro la fauna richiede strumenti repressivi specifici e autonomi. In altri termini, nonostante la nuova direttiva preveda strumenti nuovi ed efficaci, in Italia per la lotta contro bracconieri e trafficanti di animali selvatici non cambierà nulla. questo modo, l'Italia non recepisce gli standard europei che richiedono sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive.

Queste scelte tradiscono anche gli impegni assunti dallo stesso Governo nel documento "Azioni prioritarie per il contrasto degli illeciti contro gli uccelli selvatici 2025‑2030", che individuava proprio nel recepimento della Direttiva lo strumento per rafforzare la risposta al bracconaggio.

Il tema assume un rilievo ancora più attuale alla luce del disegno di legge sulla caccia (AS 1552) attualmente in discussione al Senato. (ANSA).

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