Blood on Board, un anno di soccorsi salvavita: 26 interventi nella Bergamasca

IL PROGETTO AREU. Con sangue e plasma a bordo degli elicotteri ha contribuito a salvare 105 vite in Lombardia. Tra i casi simbolo il soccorso alla professoressa Chiara Mocchi, di Trescore, che riceverà la Rosa Camuna.

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A un anno dall’avvio del progetto Bob – Blood on Board – la Lombardia traccia un bilancio più che positivo di una delle innovazioni più importanti introdotte nel sistema di emergenza-urgenza regionale. In dodici mesi, infatti, il sangue e il plasma trasportati a bordo degli elisoccorsi di Areu hanno contribuito a salvare 105 vite. E Bergamo si conferma protagonista di questo modello organizzativo diventato un riferimento a livello nazionale.

Tra gli episodi più significativi resi possibili dalla disponibilità immediata di emocomponenti c’è anche il soccorso alla professoressa Chiara Mocchi, gravemente ferita da un suo studente a Trescore Balneario. Un caso che aveva profondamente colpito l’opinione pubblica bergamasca e che aveva evidenziato quanto sia decisivo intervenire tempestivamente già nelle primissime fasi dell’emergenza. Proprio la docente, venerdì 29 maggio, riceverà dal presidente della Regione Attilio Fontana la Rosa Camuna, massima onorificenza lombarda.

La sperimentazione a Bergamo

Il progetto Blood on Board era stato introdotto un anno fa dopo una sperimentazione proprio sull’elisoccorso di Bergamo. Oggi la Lombardia è l’unica Regione italiana ad avere tutte e cinque le basi operative – Milano, Bergamo, Brescia, Como e Sondrio – dotate di sangue e plasma a bordo.

Nel dettaglio, in questo primo anno gli interventi effettuati con utilizzo di emocomponenti sono stati 26 a Bergamo, 29 a Milano, 28 a Como, 18 a Brescia e 7 a Sondrio. Numeri che raccontano l’efficacia di un sistema capace di portare trattamenti salvavita direttamente sul luogo dell’evento o durante il trasporto verso l’ospedale, anticipando cure fondamentali nei casi di gravi traumi, emorragie massive o shock emorragici.

«Il progetto BOB rappresenta un’eccellenza assoluta della sanità lombarda e del sistema di emergenza regionale», sottolinea l’assessore al Welfare, Guido Bertolaso. «Disporre di sangue e plasma direttamente a bordo degli elicotteri significa poter trattare immediatamente pazienti in condizioni critiche, spesso facendo la differenza tra la vita e la morte». Il modello lombardo è coordinato da Arei insieme alla Struttura regionale di coordinamento per le attività trasfusionali e ai Simt delle Asst coinvolte, tra cui il Papa Giovanni XXIII di Bergamo, centro che ha avuto un ruolo chiave nello sviluppo del progetto.

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