Buzzetti: «Forse siamo arrivati al picco, i prossimi giorni sono cruciali»

L’epidemiologo Roberto Buzzetti: «I decessi sono sempre l’ultimo dato a diminuire. Indispensabile che la curva scenda in modo continuativo».

«I contagi in Lombardia e nella Bergamasca sono in discesa. In Lombardia si è sotto la soglia di incidenza dei 250 casi settimanali ogni 100 mila abitanti e a Bergamo siamo a 170. Ma è opportuno fare una precisazione: i casi positivi lombardi della seconda ondata sono stati più o meno il doppio di quelli della terza, ecco perché ora il picco lombardo dei decessi si è dimezzato. A Bergamo invece i picchi dei contagi sono stati pressoché uguali tra seconda e terza ondata e infatti i picchi dei decessi sono rimasti simili, con un leggero aumento nella terza».

L’epidemiologo bergamasco Roberto Buzzetti inquadra così gli elementi di differenziazione tra la recrudescenza della seconda ondata del Covid (tra novembre e dicembre) e i dati di febbraio e marzo, con un occhio di riguardo alla Bergamasca. Dottor Buzzetti, il picco dei decessi in Lombardia della seconda ondata è del 3 dicembre (347 decessi in 24 ore), il picco della terza ondata il 1° aprile (127 vittime); nella Bergamasca il picco dei morti il 30 novembre (10 in più), e il 26 marzo (9 in più). Come spiegarsi questi numeri? «In Lombardia si è registrato un vero “piccone” di contagi nella seconda ondata (11.489 positivi in più solo il 7 novembre e tasso di positività del 24,9%, ndr). Eravamo arrivati a un valore di 600 casi di incidenza, sceso progressivamente a 300.

Invece a Bergamo i picchi dei casi erano rimasti quasi uguali tra seconda e terza ondata (il 10 novembre 407 casi in più; il 12 marzo picco di 467 casi, ndr). È logico quindi che anche i picchi dei decessi si comportino allo stesso modo. Ma c’è un interrogativo».

Quale?

«Non sarei così sicuro nell’affermare che abbiamo raggiunto il picco dei decessi . È più prudente dire “forse siamo al picco dei decessi”. In sostanza siamo ora in una fase di plateau della curva epidemica, se nei prossimi giorni andremo avanti così e la curva inizia a scendere in modo continuativo allora potremo dire che abbiamo raggiunto il picco anche in termini di decessi». In Lombardia da febbraio si sono segnalati 4.117 decessi per Covid, nella Bergamasca 179. «l dato resta elevato, l’indicatore dei decessi è l’ultimo a diminuire. Ma ripeto: il picco dei casi della terza ondata in Lombardia è la metà di quello della seconda, e così a ruota quello dei decessi. Dobbiamo considerare che nella seconda ondata in Lombardia c’è stata un’esplosione di casi a Milano, Monza e Como; nella terza ondata solo a Brescia. Le province lombarde ora sono tutte in discesa in termini di incidenza di nuovi casi e nelle prime 25 province d’Italia abbiamo solo Brescia, Mantova, Como e Cremona. Bergamo è al 76° posto (sotto il valore 170), ma non dimentichiamo che era arrivata al 100° posto in questa graduatoria, dopo essere stata tra i primi 3-4 posti in Italia».

Quindi i segnali sono incoraggianti per le prossime settimane?

«L’incidenza è un fattore dirimente da monitorare e la Lombardia è in discesa. Di questo passo è probabile il ritorno in arancione».

La discesa della curva è frutto delle restrizioni o delle vaccinazioni?

«Il calo dei contagi è determinato da restrizioni e vaccinazioni, però è ancora presto per parlare dei frutti delle vaccinazioni, io direi che ora beneficiamo per il 95% degli effetti delle restrizioni, ma per vedere i primi risultati consistenti delle vaccinazioni bisognerà aspettare almeno un mese».

Quanto potrà incidere il fattore climatico sul virus?

«Qualcuno sostiene che i raggi ultravioletti lo indeboliscano, secondo me invece è perché si vive di più all’aria aperta. Mi sto battendo per la sanificazione degli ambienti chiusi, affinchè scuole, ristoranti e locali vari siano dotati di impianti di ricambio dell’aria».

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