Dolore a Bergamo per John David, una vita tra sorrisi e viaggi contro le difficoltà
IL RICORDO. Lutto al Villaggio degli Sposi dove il giovane è scomparso a soli 33 anni per la distrofia muscolare di Duchenne: lunedì 20 i funerali. La sorella: eravamo una squadra.
«Per noi il bicchiere non è mai stato mezzo pieno o mezzo vuoto: è sempre stato pieno. Nonostante le difficoltà, abbiamo infatti sempre cercato di far vivere a John David una vita il più normale possibile, soprattutto viaggiando, perché era la sua passione: siamo stati fino in California e in Australia. Dove ci è stato possibile lo abbiamo accompagnato, come in una grande squadra. È sempre stato la nostra forza e ci ha sempre dato coraggio». È la sorella maggiore Jenny a tracciare un ricordo di John David Bonacina, scomparso a soli 33 anni per le conseguenze della distrofia muscolare di Duchenne. Malattia che non gli ha però mai impedito di affrontare con passione e curiosità la vita, a partire dai viaggi.
«È sempre stato la nostra forza e ci ha sempre dato coraggio»
«Siamo cresciuti al Villaggio degli Sposi, in via Sant’Ambrogio, con mamma Piera e papà John, scomparso il 14 dicembre del 2016, e i nostri nonni sono stati tra le famiglie che hanno dato vita a questo quartiere – ricorda la sorella –: in particolare eravamo legatissimi a nonna Anna, classe 1925 e per noi una seconda mamma. Quando, a due anni, dopo una serie di visite è stata diagnosticata la malattia genetica di John David, proprio la nonna ci ha raccontato che anche un suo fratello ne aveva sofferto ed era scomparso da ragazzo: all’epoca la prospettiva di vita era molto bassa». Dopo le elementari e le medie al Villaggio – dove lunedì 20 aprile, alle 14,30, saranno celebrati i funerali nella parrocchiale di San Giuseppe – e il legame rimasto indissolubile con i due amici di sempre, Cristiano e Andrea, John David aveva frequentato l’istituto turistico all’Einaudi di Dalmine e aveva in seguito lavorato in biblioteca proprio a Dalmine.
«Era il mio centro»
«Era il mio centro – continua la sorella – ed era un vero “precisetti”: spesso lui e il mio compagno Daniele si coalizzavano contro di me. Tutti assieme, con Cristiano e Andrea, con l’educatrice Paola, ormai una di famiglia, siamo stati una squadra coesa, che ha sempre affrontato le difficoltà con la formula migliore che ci sia, quella del sorriso».
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