Siccità, Uniacque scrive a 61 Comuni: «No agli sprechi» - Il decalogo per risparmiare

La nota Niente piogge, «sorvegliate speciali» le aree che sono servite da sorgenti minori, dalle valli all’Isola. «Cittadini invitati a evitare consumi non indispensabili».

Un occhio al cielo e l’altro allo smartphone: non piove da mesi sulla Bergamasca, e controllando le previsioni per le prossime due settimane non sembra che la provincia sia destinata a essere bagnata da piogge e acquazzoni «generosi». Una situazione che inizia ad accendere qualche spia. I principali bacini sono in caduta libera – il lago d’Iseo è a quota meno 21 centimetri sullo zero idrometrico di Sarnico: a -30 i battelli si fermano, per dire – e le risorse idriche iniziano fortemente a scarseggiare. Soprattutto in alcune zone della provincia.

La nota di Uniacque

Lo sa bene Uniacque, che con una nota nella giornata di venerdì 11 marzo ha invitato i sindaci di 61 Comuni sparsi fra Valle Imagna, Val Brembana, Val Seriana e Isola bergamasca – parliamo di un bacino di circa 122 mila cittadini – a farsi promotori di un appello preciso alla popolazione: visto il periodo – è il senso dell’invito - non c’è da sprecare nemmeno un goccio d’acqua .

L’area «sorvegliata speciale» da parte di Uniacque corrisponde ai territori serviti da sorgenti idriche minori: se le zone della provincia servite da pozzi e da sorgenti maggiori (per citarne due: le sorgenti Nossana a Ponte Nossa o Algua a Bracca) non sono in particolari difficoltà, quelle afferenti alle sorgenti minori – che, a differenza delle «sorelle» più ampie, non possono contare su bacini sotterranei di riserva – iniziano a presentare il conto della siccità prolungata, esigendo misure di contenimento di tutti i consumi non indispensabili.

I principali bacini sono in caduta libera – il lago d’Iseo è a quota meno 21 centimetri sullo zero idrometrico di Sarnico: a -30 i battelli si fermano, per dire – e le risorse idriche iniziano fortemente a scarseggiare. Soprattutto in alcune zone della provincia.

E difatti, ieri, è arrivato l’avviso di Uniacque: «A causa di questo lungo periodo di scarse precipitazioni, la nostra società ha registrato una progressiva riduzione della disponibilità di acqua dalle sorgenti – conferma l’amministratore delegato Angelo Bertocchi –. Per affrontare il prossimo periodo di criticità cercando di evitare ulteriori aggravamenti della situazione, chiediamo la collaborazione attiva di tutti gli amministratori comunali, affinché invitino i cittadini all’utilizzo dell’acqua potabile solo e unicamente per gli usi idropotabili e non per altri usi diversi, ad esempio per lavare l’auto o innaffiare prati e giardini».

Il decalogo per gli utenti

Per i cittadini è stato stilato un decalogo con indicazioni pratiche per una riduzione effettiva dei consumi. E quindi: sì all’utilizzo di limitatori di flusso ai lavandini, niente lavastoviglie o lavatrici mezze vuote, scordarsi di lavare la vettura proprio in questi giorni di siccità, usare la doccia anziché la vasca, annaffiare piante o giardino solo con acqua recuperata o sistemi a goccia. E se la pioggia dovesse davvero continuare a farsi desiderare? Secondo Uniacque – che invita a non parlare di allarme ma, semmai, di uno stato di precauzione – il pericolo di trovare rubinetti senz’acqua o dover razionare i consumi non è, allo stato attuale, verosimile.

Le alternative

«Dovesse permanere o aggravarsi l’attuale stato di carenza idrica, abbiamo già predisposto un piano di intervento capillare che consentirà di mettere tempestivamente in campo tutte le nostre strutture per garantire l’erogazione del servizio in tutto il territorio gestito – assicura Bertocchi –. Servendoci delle sorgenti più grandi o dei pozzi, potremo portare l’acqua mediante l’utilizzo di autocisterne e altri strumenti in grado di trasferire la risorsa idrica dove necessario. Del resto la nostra società è preparata a questo tipo di interventi, che si rendono necessari non solo in caso di siccità ma anche quando la rete subisce guasti. In ogni caso, è uno scenario davvero poco verosimile, che si verificherebbe solo se non piovesse per un periodo estremamente prolungato, diciamo per i prossimi sei-otto mesi».

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