Il terziario orobico è in salute: ricavi sopra la media nazionale

CONFCOMMERCIO. Nel terzo trimestre -17 il saldo tra aperture e cessazioni contro il -477 del 2023. Fiducia in leggero calo, pesa il fermo dei consumi.

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Migliora lo stato di salute del terziario bergamasco, ma cala la fiducia degli imprenditori del settore. Lo dice l’ultimo rapporto dell’Osservatorio congiunturale di Confcommercio Bergamo-Format Research relativo al terzo trimestre di quest’anno, chiuso con un netto miglioramento del saldo fra aperture e cessazioni, passato da -477 imprese a fine settembre 2023 ad appena -17 nello stesso mese 2024.

I dati delle imprese del terziario

Su quasi 44 mila imprese del terziario (il 62% del totale delle attività orobiche), 17.564 sono attive nel commercio, 20.826 nei servizi e 5.539 nel turismo. Le cessazioni sono scese da 827 nel 2023 a 404 nel 2024 e contemporaneamente sono aumentate le aperture di nuove imprese, in particolare nel commercio (da 113 a 134) e nei servizi (da 185 a 212), mentre nel turismo sono state meno rispetto all’anno scorso (da 52 a 41). Tutti dati che migliorano il saldo dei singoli settori, salito da -192 a -59 nel commercio, da -118 a -20 nel turismo e in attivo nei servizi (da -167 a +62).

«La demografia delle imprese evidenzia che il tessuto imprenditoriale bergamasco è vivo», sottolinea Pierluigi Ascani, presidente di Format Research, anche se fa i conti con ricavi in leggero calo rispetto a sei mesi fa, ma comunque sopra la media nazionale

«La demografia delle imprese evidenzia che il tessuto imprenditoriale bergamasco è vivo», sottolinea Pierluigi Ascani, presidente di Format Research, anche se fa i conti con ricavi in leggero calo rispetto a sei mesi fa, ma comunque sopra la media nazionale, tanto da far spendere parole di ottimismo al presidente di Confcommercio Bergamo, Giovanni Zambonelli: «Guardando alle prossime festività natalizie, la vivacità degli allestimenti, e quindi degli investimenti, da parte dei commercianti fa ben sperare. Anche il turismo invernale ha iniziato a prepararsi grazie alle temperature di questi giorni». Un segnale di fiducia che controbilancia i timori degli imprenditori bergamaschi nell’andamento dell’economica italiana per una serie di fattori che vanno dai consumi ancora fermi, soprattutto per il commercio al dettaglio non alimentare, alle difficoltà di messa a terra della legge di bilancio, chiaro segnale che la coperta è corta, fino ad arrivare al rischio di escalation della situazione geopolitica internazionale.

La fiducia nelle proprie attività

Anche la fiducia nell’andamento della propria attività è in leggero peggioramento, proprio come a livello nazionale, mentre occupazione e indicatore di liquidità, cioè la capacità delle aziende nel riuscire a far fronte al proprio fabbisogno finanziario, sono stabili e, anzi, da parte degli imprenditori registrano l’attesa di un leggero miglioramento per l’inizio del 2025. «Se guardiamo i dati dal 2019 a oggi - fa presente il direttore di Confcommercio Bergamo, Oscar Fusini - il clima di fiducia ha avuto un crollo con il Covid, ma è risalito nei due anni successivi, finché la situazione geopolitica e l’impennata dei tassi d’interesse hanno di nuovo modificato il sentiment bergamasco, che di solito è abbastanza positivo».

In questo momento i servizi stanno vivendo una crescita verticale, «come dimostra l’aumento della rappresentanza di un seggio in Camera di commercio - ricorda Fusini - ma questo evidenzia anche l’anticiclicità dei nostri settori, perché quando lo sbocco in altri comparti tende a diminuire, aumenta il numero di chi decide di intraprendere un’attività in proprio».

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