L’indagine: italiani più contenti del tempo libero, donne penalizzate nei festivi

INDAGINE ISTAT. In 10 anni è aumentato. Più difficile separare vita e lavoro.

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In dieci anni è aumentato il tempo libero che gli italiani hanno a disposizione ed è cresciuta anche la loro soddisfazione a riguardo. Il dato emerge da un’indagine Istat eseguita su un campione di 25mila persone che ha paragonato le opinioni del 2024 con quelle della rilevazione precedente, nel 2015. Restano tuttavia le zone d’ombra, con le donne che, nei giorni festivi, hanno 42 minuti in meno di tempo libero (in media 4 ore e 28 minuti) rispetto agli uomini (5 ore e 10 minuti). Il divario è legato soprattutto al carico di lavoro domestico e di cura familiare, pari a 3 ore e 52 minuti per le donne contro 2 ore e 35 minuti per gli uomini.

Nel 2024 aumenta dunque il tempo libero disponibile nei giorni feriali per le persone di 6 anni e più: da 3 ore e 9 minuti nel 2015 a 3 ore e 23 minuti, che corrispondono al 29,7% del tempo complessivo dedicato alle attività quotidiane (+2 punti percentuali rispetto al 2015). Cresce, tuttavia, anche la quota di persone di 15 anni e più che nei giorni feriali non hanno mai un momento di tempo libero: dal 4,4% al 5,9%. L’aumento riguarda sia gli uomini (+1,8 punti percentuali) sia le donne (+1,3).

Cresce la soddisfazione per il tempo libero

E cresce la soddisfazione per la parte della giornata non dedicata al lavoro: sia per la quantità, afferma il 62,5% del campione intervistato dall’Istat (+2,1%), sia per la qualità, sositiene il 71,4% (+3%). Complessivamente gli italiani che si dichiarano poco o per niente soddisfatti sia della quantità sia della qualità del tempo libero sono pari al 19,9% (in discesa rispetto al 22,9% del 2015), ma la quota sale al 29,5% tra i 35-44enni e al 23,3% nel Mezzogiorno.

Nel 2024 il tempo libero rappresenta il 29,7% delle attività quotidiane in un giorno feriale, ma tra gli occupati cresce la difficoltà di separare tempi di vita e lavoro. La quota di chi svolge attività lavorative nel tempo libero o oltre l’orario normale passa infatti dal 30,8% del 2015 al 45,6% del 2024.

Il fenomeno è ancora più marcato tra chi lavora da casa, compreso smart working e lavoro agile. In questo caso, 8 occupati su 10 (77,3%) dichiara di lavorare nel tempo libero o fuori orario, contro il 38,3% di chi lavora solo in presenza.

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