Risucchiata in piscina, non ce l’ha fatta la bambina di 11 anni di Suisio: donati gli organi

IL DRAMMA. L’undicenne era rimasta incastrata con i capelli nella pompa di aspirazione di una piscina a Sestri Levante. Il decesso è stato dichiarato nella notte al Gaslini. I genitori hanno acconsentito alla donazione degli organi.

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Sestri Levante

Non ce l’ha fatta la bambina di 11 anni di Suisio rimasta incastrata con i capelli nella pompa di aspirazione di una piscina in uno stabilimento balneare di Sestri Levante, in Liguria.

La comunicazione dell’ospedale

La Direzione sanitaria dell’Istituto Giannina Gaslini di Genova ha comunicato «con profondo dolore» il decesso dell’undicenne, arrivata all’ospedale pediatrico in condizioni disperate dopo essere rimasta trattenuta sott’acqua nella piscina. La morte è stata dichiarata nella notte, al termine del periodo di osservazione e degli accertamenti clinici previsti dal protocollo.

La scelta di donare gli organi

I genitori, in un momento di dolore inimmaginabile, hanno acconsentito alla donazione degli organi della figlia. «L’intero ospedale si stringe intorno alla famiglia – si legge nella nota del Gaslini –, esprimendo profonda gratitudine per una scelta capace di trasformare un vuoto incolmabile in speranza concreta per altre famiglie». Per rispetto della privacy della bambina e dei suoi familiari, l’ospedale ha fatto sapere che non saranno diffuse ulteriori informazioni.

Che cosa è successo

L’undicenne era ricoverata da mercoledì 15 luglio. L’ultimo bollettino diramato nella serata di giovedì 16 aveva riferito di condizioni che «permanevano gravissime», dopo che già in mattinata la struttura sanitaria aveva parlato di un quadro «critico, con grande instabilità».

La notizia ha gettato nello sconforto Suisio e Sestri Levante. Il sindaco del paese dell’Isola, Edoardo Bertuetti, aveva definito l’incidente «assurdo e sconcertante». Giovedì sera la conclusione del Centro ricreativo estivo si era svolta volutamente sottotono. «Abbiamo solo riflettuto sulla figura di San Francesco, senza festeggiare nulla», aveva spiegato il parroco, don Flavio Rosa.

In segno di vicinanza alla famiglia erano stati sospesi anche il cinema all’aperto e la proiezione in oratorio della finale dei Campionati del mondo di calcio. Anche nel comune ligure erano stati annullati gli spettacoli musicali serali.

L’allarme e i soccorsi disperati

La bambina, che aveva frequentato la prima media, si trovava da circa una settimana in vacanza a Sestri Levante insieme alla mamma, ai nonni e ai due fratellini più piccoli. Il papà era invece rientrato a Suisio per lavoro e avrebbe dovuto raggiungere nuovamente la famiglia nella giornata di giovedì.

Il dramma si è consumato nel pomeriggio di mercoledì ai «Bagni Segesta», uno stabilimento già frequentato in passato dalla famiglia. Mentre i familiari si stavano preparando a lasciare la struttura, l’undicenne era rimasta nella piccola piscina, di fatto una vasca idromassaggio, per un ultimo bagno.

Con lei, secondo le prime ricostruzioni, si trovava almeno un altro minorenne. È stato proprio un bambino presente nella vasca a rendersi conto che l’undicenne non si trovava volontariamente sott’acqua, ma era rimasta bloccata e non riusciva più a riemergere. Immediato l’allarme.

Il primo a intervenire è stato il titolare dello stabilimento balneare. Compreso che i capelli della bambina erano rimasti impigliati nel bocchettone di aspirazione della piscina, li ha tagliati con un paio di forbici, riuscendo così a liberarla.

Nel frattempo sono arrivati i volontari della Croce Verde locale, che hanno praticato per circa 45 minuti il massaggio cardiaco e utilizzato anche il defibrillatore. La bambina, che non aveva mai ripreso conoscenza, era stata poi trasferita in elicottero e in codice rosso all’ospedale Gaslini di Genova.

L’indagine in corso

Sull’accaduto la Capitaneria di porto ha avviato un’indagine, effettuando un primo sopralluogo subito dopo l’incidente insieme alla polizia municipale e ai carabinieri e un secondo controllo nella mattinata successiva.

La vasca è stata posta sotto sequestro. Gli uomini della Capitaneria hanno inoltre trasmesso alla Procura di Genova gli atti contenenti le testimonianze raccolte nello stabilimento subito dopo il dramma. Tra le persone ascoltate ci sono il titolare dei «Bagni Segesta», alcuni dipendenti e diversi bagnanti. Al Gaslini erano stati sentiti anche i nonni della bambina, mentre la madre, comprensibilmente, non era nelle condizioni di rendere testimonianza.

Gli investigatori dovranno chiarire anche per quale ragione, secondo quanto emerso dalle prime ricostruzioni, non vi fosse nessuno incaricato di sorvegliare direttamente la vasca, a differenza di quanto avveniva sul fronte mare. Un aspetto che potrebbe essere legato alle dimensioni ridotte della piscina, ma che sarà oggetto di ulteriori approfondimenti.

Sono state acquisite anche le immagini registrate dal sistema di videosorveglianza della struttura e diverso materiale fotografico. L’inchiesta dovrà ora ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente e verificare il funzionamento, la manutenzione e le condizioni di sicurezza dell’impianto di aspirazione.

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