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OCULISTICA. È possibile analizzare una grande quantità di dati del paziente per suggerire la soluzione più adatta.
La cataratta è una delle principali cause di riduzione della vista, soprattutto dopo i 60 anni. Si tratta di un processo naturale di opacizzazione del cristallino che, con il tempo, può compromettere significativamente la qualità della vita.
Se una volta rappresentava un limite importante, oggi la situazione è radicalmente cambiata: le tecniche chirurgiche si sono evolute e, negli ultimi anni, anche l’intelligenza artificiale sta aprendo scenari nuovi, rendendo questo intervento ancora più preciso, sicuro e personalizzato. Ne parliamo con il dottor Claudio Savaresi, responsabile dell’Unità Operativa del Policlinico San Marco, centro di riferimento la chirurgia della cataratta grazie alla grande esperienza degli oftalmologici e all’utilizzo di tecnologie all’avanguardia. Non a caso il Policlinico San Marco è stato sede delle live surgery del Congresso Bergoftalmologica 2026, dedicato proprio alle nuove tecniche di microchirurgia anche per casi complessi di cataratta.
«La cataratta consiste nella progressiva perdita di trasparenza del cristallino, la lente naturale dell’occhio. I sintomi più comuni sono visione offuscata, maggiore sensibilità alla luce, difficoltà nella guida notturna e alterazione dei colori. Non esiste più un “momento giusto” valido per tutti: oggi si interviene quando la cataratta inizia a interferire con le attività quotidiane».
«L’intervento si esegue in regime ambulatoriale ed è generalmente rapido (circa 10-20 minuti). Dopo l’anestesia locale, solitamente con collirio, il chirurgo rimuove il cristallino opacizzato attraverso una tecnica chiamata facoemulsificazione, che utilizza ultrasuoni per frammentarlo e aspirarlo. Successivamente viene impiantata una lente intraoculare artificiale (IOL), che sostituisce il cristallino naturale. L’incisione è minima e, nella maggior parte dei casi, non richiede punti di sutura. Il recupero visivo è rapido: già nelle prime 24-48 ore si osserva un miglioramento significativo, anche se la stabilizzazione completa della vista può richiedere alcune settimane».
«Negli ultimi anni la chirurgia della cataratta ha fatto grandi passi avanti. L’intervento, già considerato tra i più sicuri, è diventato ancora più preciso grazie all’introduzione di tecnologie avanzate come il laser a femtosecondi, che consente incisioni estremamente accurate e riproducibili. Un altro grande progresso riguarda le lenti intraoculari di nuova generazione: multifocali, toriche e a profondità di fuoco estesa. Queste permettono non solo di rimuovere la cataratta, ma anche di correggere difetti visivi preesistenti come miopia, ipermetropia e astigmatismo, riducendo in molti casi la dipendenza dagli occhiali a tutte le distanze. Inoltre, i sistemi di guida intraoperatoria digitale consentono al chirurgo di pianificare e seguire ogni fase dell’intervento con una precisione millimetrica».
«L’intelligenza artificiale sta rivoluzionando il modo in cui si pianifica la chirurgia della cataratta. Attraverso algoritmi avanzati, è possibile analizzare una grande quantità di dati del paziente — dalla morfologia dell’occhio alle abitudini visive — per suggerire la soluzione più adatta. Ad esempio, l’AI aiuta a scegliere la lente intraoculare più adatta e customizzata per quello specifico paziente, calcolando con estrema precisione il potere della lente da impiantare. Questo riduce il margine di errore e migliora i risultati visivi post-operatori»
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