La salute mentale dei ragazzi e lo sguardo dell’infermiere

MONDO ADOLESCENTI. Per i genitori non è sempre facile comprendere pienamente ciò che sta accadendo e distinguere i cambiamenti legati alla crescita da un disagio che merita attenzione.

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Bergamo

L’adolescenza è un periodo complesso, caratterizzato da cambiamenti, ricerca della propria identità e bisogno di autonomia. Difficoltà, conflitti e momenti di sofferenza possono far parte della crescita: non tutto è patologia e non ogni comportamento deve diventare un sintomo.

Ci sono però cambiamenti che meritano attenzione, soprattutto quando persistono e modificano il modo abituale di vivere del ragazzo che non sempre riesce a dire «sto male» o «ho bisogno di aiuto». A volte è proprio un cambiamento nel comportamento, nelle relazioni o nelle abitudini a esprimere una difficoltà che non riesce ancora a raccontare.
Nella nostra realtà provinciale l’infermiere incontra i minori soprattutto nelle situazioni acute in particolare in Pronto Soccorso o nel SPDC, spesso quando il disagio è già diventato crisi. Come infermieri abbiamo davanti prima di tutto un ragazzo e la sua famiglia e non un «disturbo» o «un sintomo». Il nostro intervento parte dalla persona, prima ancora che dalla diagnosi.

Il ruolo dell’infermiere

Nell’acuzie l’infermiere condivide con il ragazzo molti momenti della giornata, anche quelli meno strutturati, nei quali possono emergere difficoltà che non sempre trovano spazio durante un colloquio. Lo sguardo infermieristico parte dalla quotidianità: come dorme, come si alimenta, come si prende cura di sé, come entra in relazione con gli altri, come comunica o tende ad isolarsi.

La relazione assistenziale permette di osservare non soltanto ciò che non funziona, ma anche interessi, capacità, legami e risorse sulle quali costruire il percorso di cura. Anche ascoltare preoccupazioni e osservazioni della famiglia aiuta a conoscere meglio il ragazzo ed i cambiamenti avvenuti.

Per i genitori non è sempre facile comprendere ciò che sta accadendo e distinguere i cambiamenti legati alla crescita da un disagio che merita attenzione. Può essere utile osservare se sono cambiate le abitudini, il sonno, le relazioni, il rendimento scolastico, gli interessi o il modo di stare in famiglia

Per i genitori non è sempre facile comprendere ciò che sta accadendo e distinguere i cambiamenti legati alla crescita da un disagio che merita attenzione. Può essere utile osservare se sono cambiate le abitudini, il sonno, le relazioni, il rendimento scolastico, gli interessi o il modo di stare in famiglia. Mantenere aperto il dialogo, rispettando i suoi tempi e senza minimizzare ciò che esprime, è importante. Anche confrontarsi con la scuola, l’ambiente sportivo o altri adulti significativi può aiutare a comprendere se il cambiamento riguarda più ambiti della sua vita.

È quando la sofferenza persiste, aumenta od interferisce con la vita quotidiana che è opportuno chiedere aiuto. I genitori devono ricercare il sostegno di un professionista senza aspettare che la situazione diventi un’emergenza, condividendo ciò che osservano e le proprie preoccupazioni per individuare il percorso più appropriato. Nella provincia di Bergamo i servizi di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza delle tre Asst sono ad accesso diretto, senza necessità di impegnativa del pediatra di libera scelta. Sui siti istituzionali delle tre Aziende sono disponibili sedi, recapiti e modalità per contattare il servizio del proprio territorio.

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