Riabilitazione sportiva, ecco come ritornare a calcare i campi
ORTOPEDIA. Il primo passo è valutare la natura e la gravità dell’infortunio per individuare il trattamento più appropriato.
Lettura 1 min.Ponte San Pietro
Tornare a fare sport dopo un infortunio non significa soltanto aspettare che il dolore passi. Bisogna recuperare mobilità, forza, coordinazione e controllo del movimento, preparando progressivamente il corpo a sostenere di nuovo gli sforzi richiesti dall’attività fisica. È questo l’obiettivo della riabilitazione sportiva: accompagnare dalla fase successiva all’infortunio fino alla ripresa dello sport, nel rispetto dei tempi di recupero e delle capacità individuali. Ne parliamo con il dottor Agostino Rossoni, medico dello sport della Clinica Ortopedica e Traumatologica Universitaria Milano-Bicocca, diretta dal prof. Marco Bigoni, e il dottor Matteo Bertone, fisiatra dell’Unità di Riabilitazione diretta dal dottor Dario Buffoli, del Policlinico San Pietro. Presso il nuovo Centro S.P.O.R.T. (San Pietro Ortopedia Riabilitazione e Traumatologia) del Policlinico San Pietro, gli sportivi di ogni livello, dagli amatoriali ai professionisti, possono contare su specialisti esperti in ambito sportivo e tecnologie all’avanguardia, con un percorso che li accompagna dall’infortunio al ritorno all’attività.
Dalla diagnosi al recupero
Il primo passo è valutare la natura e la gravità dell’infortunio per individuare il trattamento più appropriato, conservativo o chirurgico. «I traumi più frequenti negli sportivi sono le lesioni muscolo-tendinee, i traumi distorsivi di ginocchio con interessamento del legamento crociato anteriore (dalla rottura parziale a completa), le lesioni meniscali e le patologie della cuffia dei rotatori» spiega il dottor Rossoni. La scelta terapeutica deve tenere conto dell’entità della lesione, delle caratteristiche individuali e delle esigenze funzionali e sport specifiche. In ogni caso, la riabilitazione è parte integrante del percorso di cura. Attraverso esercizi progressivi si lavora per recuperare il movimento, rinforzare la muscolatura e ripristinare le capacità necessarie per affrontare gli sforzi richiesti dallo sport.
Percorso costruito sulla persona
«Non esiste un progetto riabilitativo valido per tutti: il percorso deve essere calibrato sul tipo di infortunio, sulle condizioni cliniche pregresse ed esigenze funzionali», sottolinea il dottor Bertone. Gli esercizi e la loro intensità vengono adattati ai progressi individuali, attraverso valutazioni periodiche che consentono di verificare i risultati e aggiornare il programma. I tempi dipendono dalla natura della lesione, dall’eventuale intervento chirurgico e dal livello di attività praticato. Una progressione troppo rapida può compromettere il recupero.
Ma quando è quindi il momento di tornare a fare sport? Oltre alla scomparsa del dolore, bisogna considerare il recupero di forza, mobilità, stabilità e capacità di eseguire i movimenti richiesti dallo sport praticato. Anticipare il rientro può aumentare il rischio di nuovi infortuni o recidive. In questo percorso, il confronto tra medico dello sport, ortopedico e fisiatra, affiancati dai fisioterapisti, permette di integrare il trattamento della lesione con il recupero funzionale, condividendo le valutazioni e gli obiettivi delle diverse fasi. Perché tornare a fare sport non significa soltanto ricominciare: significa recuperare le condizioni necessarie per farlo in sicurezza.
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