Trombosi e tumore, Bergamo rimane punto di riferimento

IL SUMMIT INTERNAZIONALE. Bergamo ha ospitato la 13ª edizione della Conferenza internazionale sulle problematiche da trombosi ed emostasi nel cancro.

Per tre giorni, ricercatori e clinici di tutto il Mondo si sono confrontati per fare il punto sulla stretta e pericolosa relazione tra trombosi e cancro. Dati, possibilità di cura, prevenzione e analisi precoce, stato della ricerca, disponibilità di nuovi farmaci, la loro efficacia e gli effetti collaterali. Questi i temi principali al centro del congresso. A presiedere i lavori, la prof.ssa Anna Falanga - Bergamo e il prof. Alok A. Khorana (Cleveland, Usa). Il terzo chairman, il prof. Benjamin Brenner (Haifa, Israele), a causa della drammatica situazione in Medio Oriente, non è riuscito a raggiungere l’Italia.

La conferenza - Trecento scienziati che si sono confrontati per tre giorni, provenienti da venticinque Stati. Sessantatré relatori di cui diciotto italiani. Otto sessioni plenarie con trentatré relazioni, sessioni speciali, presentazione di settantaquattro abstract, di cui tredici selezionati e premiati da una commissione internazionale. Anche una tavola rotonda con un confronto tra una paziente e operatori sanitari. Questi alcuni dei numeri di un evento molto intenso e ricco di contenuti aggiornati. Una grande partecipazione nonostante alcune condizioni geopolitiche abbiano reso difficile l’adesione. Come per i clinici israeliani, anche i professionisti della Russia la cui partecipazione solitamente è piuttosto numerosa, hanno avuto difficoltà a viaggiare e solo due clinici hanno potuto raggiungere Bergamo. Si è discusso in modo approfondito di trombosi venosa profonda e di cancro. Si è discusso dei dati aggiornati sulle diverse e complesse relazioni tra le due patologie e la mortalità causata dalla loro combinazione. Una relazione sempre più confermata. Da una parte, il cancro può facilitare la coagulazione del sangue e aumentare la formazione di trombosi. Dall’altra, l’attivazione della coagulazione facilita la progressione tumorale. Nel corso dei lavori sono stati approfonditi molti aspetti di questo delicato e complesso tema: dal rischio alla diagnosi, emorragie e trombosi nei tumori maligni del sangue, prevenzione e trattamento nella trombosi associata al cancro. Si è fatto il punto anche sul fatto che una patologia trombotica può precedere una diagnosi di cancro. Sono stati messi in evidenza nuovi farmaci per prevenzione e trattamento. Sulla prevenzione ci si è soffermati in modo particolare, puntando l’attenzione sulle corrette procedure di diagnosi precoce. Tanto più che i dati epidemiologici confermano come i casi siano in aumento. Anche la trombosi arteriosa può essere in relazione con la malattia neoplastica. Una sessione plenaria è stata dedicata al panorama trombo-infiammatorio della trombosi associata al cancro, con un intervento del dott. Jeffrey Zwicker, direttore dell’Oncoematologia del «Memorial Sloan Kettering Cancer Center» di New York.

Premiazioni ma non solo - A margine della conferenza,la cena congressuale, ospitata nella cornice di Chorus Life. Un momento allegro, importante anche questo per approfondire la conoscenza personale tra i partecipanti ai lavori e favorire la creazione di una rete di relazioni e scambi nel corso dell’attività clinica e di ricerca di ognuno. Erano presenti anche Raffaella Giavazzi e Giovanna Bosatelli, Presidente e Vice presidente di Fondazione Artet.

Bergamo riferimento mondiale - Eravamo agli inizi degli anni 2000, quando, per la prima volta nella storia della medicina, si pensò di creare a Bergamo un forum internazionale su emorragie e trombosi nei pazienti affetti da cancro. È stato così che nel 2001 si è organizzata la prima edizione della conferenza internazionale che si è rivelata da subito un successo, attirando l’attenzione anche del mondo della ricerca farmaceutica. La formula che prevedeva il confronto e la collaborazione tra ricerca e clinica, condividendo esperienze e studi in tutto il mondo, era risultata infatti particolarmente efficace. È iniziato un lavoro che è continuato nel tempo, stabilendo relazioni e scambi di esperienze sempre più strette tra scienziati di diversi Paesi mentre, su sollecitazione di molti, la conferenza ha continuato ad essere organizzata come appuntamento di approfondimento e confronto diretto, ogni due anni, sempre a Bergamo ed è oggi conosciuta nella comunità scientifica internazionale come il «Bergamo meeting».

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