(Foto di Colleoni)
IL COMMIATO. Sabato 4 luglio a Bergamo in via Monte Cenisio la preghiera per il 16enne di Pontirolo, spirato nell’Adda il 19 giugno.
Lettura 1 min.«Era un figlio bravissimo». Sono le poche e dolci parole che, prima di commuoversi, è riuscito a dire Mamadou Sidibe, il papà di Aboubacar Junior Sidibe, di Pontirolo Nuovo, che ha perso la vita a 16 anni dopo un tuffo nelle acque dell’Adda venerdì 19 giugno a Canonica. Soccorso dalle acque del fiume da un passante e trasferito con l’elicottero all’ospedale «Papa Giovanni XXIII» di Bergamo, nella notte tra domenica 28 e lunedì 29 giugno il suo cuore ha cessato di battere.
Sabato 4 luglio alle 13,30 si è tenuto l’ultimo saluto al centro culturale islamico di via Monte Cenisio a Bergamo, alla presenza di molti amici e conoscenti. Al termine della preghiera, il padre ha ricordato l’amato figlio, visibilmente e comprensibilmente provato per la sua perdita. «È nato in Costa d’Avorio (a Lakota, a circa 200 km da Abidjan, ndr) ed era qui in Italia da circa due anni – ha raccontato il padre –, aveva frequentato il primo anno dell’Istituto superiore Archimede di Treviglio ed era appassionato di calcio».
Il sedicenne, infatti, giocava nell’Accademia Gera d’Adda di Pontirolo Nuovo e il 4 luglio alle 15 erano molti i compagni di squadra, gli allenatori e i dirigenti presenti al cimitero islamico di Azzano San Paolo, dove è stata tumulata la salma. «Questo è stato il primo anno in cui aveva giocato con noi – ha raccontato l’allenatore Michele Brambilla –, come esterno alto. Era un ragazzo un po’ timido e silenzioso ma stava bene nel gruppo, si era integrato bene. La notizia della tragedia – ha concluso – ci ha colpito molto e siamo qui in tanti per stare vicino alla famiglia». Aboubacar lascia nel dolore il papà Mamadou, la mamma Diakite Karidiatou e tre fratelli Ibrahim di 10 anni, Fatima di 14 anni e Balakissa di otto mesi.
«Con me imparava la religione e la tradizione – ha raccontato, dopo la preghiera nella moschea di via Monte Cenisio, Camara Aly, il suo professore spirituale – ed è sempre stato calmo e rispettoso. Aveva tanta voglia di apprendere ed era un esempio per gli altri». Successivamente, al cimitero islamico per l’ultimo saluto era presente anche Lacinan Bamba, presidente dell’Associazione ivoriani di Bergamo (Aib), il quale ci ha tenuto a sottolineato che «tutta la nostra comunità è vicina alla famiglia: ci dispiace davvero molto per questa tragedia, fa male vedere un ragazzo andarsene così giovane».
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